{"id":230964,"date":"2026-03-31T06:39:04","date_gmt":"2026-03-31T06:39:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.townews.it\/?p=230964"},"modified":"2026-04-02T06:51:27","modified_gmt":"2026-04-02T06:51:27","slug":"30-gruppo-navale-parte-iv-quando-il-mare-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.townews.it\/?p=230964","title":{"rendered":"30\u00b0 GRUPPO NAVALE &#8211; Parte IV &#8211; QUANDO IL MARE CAMBIA"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Quando il mare cambia, le procedure non bastano pi\u00f9: \u00e8 l\u00ec che il comando si misura nella fiducia, nella decisione e nella capacit\u00e0 di guidare oltre l\u2019incertezza.<\/em><\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La soglia del mondo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasciato alle spalle il Mare Nostrum ci infilammo nella lunga strettoia del Canale di Suez, una delle opere pi\u00f9 straordinarie mai realizzate dall\u2019ingegno umano. Inaugurato nel 1869, dopo dieci anni di lavori guidati dall\u2019ingegnere e diplomatico francese Ferdinand de Lesseps, apr\u00ec una nuova via tra il Mediterraneo e il Mar Rosso, eliminando la necessit\u00e0 di circumnavigare l\u2019Africa lungo il Capo di Buona Speranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i suoi quasi duecento chilometri di lunghezza, il canale non \u00e8 soltanto una infrastruttura commerciale: \u00e8 una vera cerniera tra continenti. Per la prima volta nella storia moderna Europa, Africa e Asia furono collegati da una rotta marittima diretta che accorci\u00f2 enormemente le distanze e trasform\u00f2 gli equilibri del commercio mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il significato del Canale di Suez va oltre la logistica o la strategia. In un certo senso rappresenta uno dei simboli pi\u00f9 concreti di ci\u00f2 che gli esseri umani possono realizzare quando decidono di costruire ponti invece di erigere muri. Tagliando il deserto egiziano, quell\u2019opera titanica non un\u00ec soltanto due mari: contribu\u00ec a mettere in contatto civilt\u00e0, economie e popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi naviga attraverso Suez questa sensazione \u00e8 molto concreta. Le navi avanzano lentamente in convoglio lungo una sottile striscia d\u2019acqua che separa due distese di sabbia. Intorno non c\u2019\u00e8 nulla e proprio per questo appare ancora pi\u00f9 evidente la portata dell\u2019opera: un corridoio artificiale che consente al mondo di incontrarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la campagna navale del 2013 attraversare il Canale di Suez signific\u00f2 anche questo: percepire fisicamente che il mare non divide, ma collega. E questo era uno dei messaggi pi\u00f9 profondi della Campagna Navale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le rotte marittime sono state da sempre le grandi vie della conoscenza reciproca. Attraverso di esse viaggiano merci, certo, ma anche idee, culture e relazioni. In fondo ogni nave che attraversa Suez continua a ricordarci una verit\u00e0 semplice: la storia progredisce quando gli uomini scelgono di unire ci\u00f2 che la geografia sembrava destinata a separare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Navigare nel silenzio del deserto<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019alba il Canale di Suez aveva un\u2019atmosfera quasi sospesa, come se il tempo scorresse pi\u00f9 lentamente che altrove. L\u2019aria era fredda e carica di umidit\u00e0 e una nebbia sottile avvolgeva tutto, lasciando emergere a tratti solo frammenti del paesaggio. La nave avanzava piano nel convoglio e lungo le sponde apparivano immagini isolate, come brevi apparizioni: una lingua di sabbia gialla, un piccolo posto militare, qualche palma piegata dal vento, le sagome scure di vecchi mezzi abbandonati nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sole provava a farsi strada dietro la foschia e per qualche istante il suo disco pallido sembrava esitare sopra la linea piatta dell\u2019orizzonte. Intanto il canale scorreva silenzioso accanto allo scafo. Qua e l\u00e0 piccole imbarcazioni di pescatori si muovevano lente sull\u2019acqua immobile, mentre dalle rive arrivava un odore difficile da definire: umidit\u00e0 salmastra, sabbia bagnata, petrolio, ferro caldo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era in quell\u2019aria una sensazione particolare, quasi una tensione silenziosa, come se quel corridoio d\u2019acqua scavato nel deserto fosse un luogo dove il mondo intero transitava. L\u00ec si incrociavano ogni giorno rotte, interessi e destini molto pi\u00f9 grandi delle navi che lo percorrevano.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La vulnerabilit\u00e0 del comando<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si aveva l\u2019impressione che, da un momento all\u2019altro, qualcosa potesse accadere. In uno spazio cos\u00ec ristretto e vincolato sarebbe stato facile diventare un bersaglio per chiunque avesse cattive intenzioni. Fu inevitabile pensare a ci\u00f2 che ci attendeva pi\u00f9 avanti, quando avremmo circumnavigato l\u2019Africa entrando in porti dove le Marine occidentali non osano nemmeno immaginare di entrare. Noi invece ci saremmo ormeggiati e avremmo aperto le nostre navi alla popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quelle condizioni non esistevano sistemi d\u2019arma in grado di garantire la nostra protezione assoluta. Non avremmo potuto creare attorno a noi una bolla di sicurezza, perch\u00e9 l\u2019area portuale, con le sue esigenze di traffico, non lo avrebbe consentito. La mia preoccupazione pi\u00f9 grande era la possibilit\u00e0 che il 30\u00b0 Gruppo Navale potesse subire un attentato, con conseguenze per i miei equipaggi e per le mie navi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi esercita il comando, la gestione del rischio non \u00e8 mai una formula teorica. Coincide con il dovere di riportare a casa integre le donne, gli uomini e le navi che gli sono stati affidati. \u00c8 l\u00ec che il comando smette di essere funzione e diventa responsabilit\u00e0 morale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel cuore delle rotte del mondo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, poco a poco, la luce cambi\u00f2. Il sole sal\u00ec sopra l\u2019orizzonte, la nebbia si dissolse trascinando via anche i miei pensieri mentre il paesaggio si apr\u00ec all\u2019improvviso. Il canale si stava allargando e, raggiunta la distesa del Grande Lago Amaro, comparvero all\u2019ancora decine di gigantesche portacontainer provenienti da ogni parte del mondo, in attesa del proprio turno per proseguire il passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando quelle navi ferme sull\u2019acqua calma si aveva la sensazione molto concreta di trovarsi in uno dei grandi crocevia della storia contemporanea. Non era soltanto un canale scavato nel deserto: era una delle arterie attraverso cui scorre il respiro stesso del commercio mondiale, il punto in cui le rotte dei continenti si incontrano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 forse questo che colpisce di pi\u00f9 chi lo attraversa: il Canale di Suez non \u00e8 soltanto un passaggio geografico. \u00c8 un luogo dove il mare ricorda agli uomini che le distanze possono essere ridotte, che le rotte possono incrociarsi e che spesso il progresso nasce proprio dalla decisione di collegare ci\u00f2 che sembrava separato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gedda: porta tra civilt\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima tappa, per il&nbsp;<em>Cavour<\/em>&nbsp;e il&nbsp;<em>Bergamini<\/em>, sarebbe stata Gedda, la seconda citt\u00e0 dell\u2019Arabia Saudita per dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2013 Gedda appariva gi\u00e0 come una citt\u00e0 sospesa tra due mondi. Da un lato era la grande porta del Mar Rosso e il principale approdo marittimo del Paese; dall\u2019altro mostrava il volto di una metropoli in rapida trasformazione, dove tradizione e modernit\u00e0 convivevano non sempre senza tensioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lungo fronte della Corniche e il porto commerciale, tra i pi\u00f9 trafficati della regione, ricordavano quanto quella citt\u00e0 fosse da secoli uno snodo naturale tra Africa, Medio Oriente e Asia. Da l\u00ec transitavano mercanti, pellegrini e culture diverse dirette verso la Mecca, lasciando nell\u2019identit\u00e0 della citt\u00e0 un carattere profondamente cosmopolita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ai grattacieli moderni e ai grandi viali si trovava ancora Al-Balad, il quartiere storico costruito in pietra corallina, con le sue case antiche ornate da grandi balconi in legno intagliato, i&nbsp;<em>rawashin<\/em>, che raccontavano una storia molto pi\u00f9 antica della ricchezza petrolifera contemporanea. Camminando tra quelle strade si percepiva chiaramente come Gedda fosse stata per secoli un punto d\u2019incontro tra Africa, Medio Oriente e Asia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi arrivava dal mare Gedda appariva quindi non soltanto come una grande citt\u00e0 portuale, ma come uno snodo strategico e culturale del Mar Rosso: una citt\u00e0 abituata da sempre al movimento delle navi, al passaggio dei popoli e al dialogo tra mondi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed era proprio questa vocazione di soglia, di approdo e di incontro a rendere Gedda il luogo ideale per mostrare che una nave militare pu\u00f2 essere anche uno strumento di relazione, di fiducia e di presenza nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Diplomazia navale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che rendeva davvero unica quella campagna non era soltanto la dimensione operativa o la capacit\u00e0 di proiettare uno strumento militare a grande distanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era la capacit\u00e0 di trasformare ogni sosta in porto in qualcosa di molto pi\u00f9 complesso e significativo di un semplice approdo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni arrivo seguiva una struttura ben definita, ma mai rigida, che consentiva di coniugare presenza istituzionale, apertura al pubblico, attivit\u00e0 economiche e iniziative culturali in un unico sistema coerente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ingresso in porto rappresentava sempre un momento altamente simbolico, ma era subito seguito da un\u2019apertura concreta verso il Paese ospitante: a bordo di Nave Cavour veniva inaugurata un\u2019esposizione che diventava il cuore visibile della presenza italiana, accompagnata da una conferenza stampa con l\u2019Ambasciatore e con il sottoscritto, alla quale partecipavano anche i partner industriali coinvolti nella campagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel momento, la nave smetteva di essere soltanto uno strumento militare e diventava uno spazio aperto, accessibile, vivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutta la sosta l\u2019esposizione rimaneva aperta al pubblico e le unit\u00e0 del gruppo navale accoglievano visitatori, istituzioni, operatori economici, cittadini, creando un flusso continuo di relazioni che trasformava il ponte di volo e l\u2019hangar in luoghi di incontro tra mondi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto a questa apertura, si sviluppava una dimensione pi\u00f9 istituzionale e diplomatica, con ricevimenti ufficiali a bordo che vedevano la partecipazione delle autorit\u00e0 nazionali, del corpo diplomatico e dei rappresentanti del sistema industriale, in un lavoro costante di costruzione di relazioni e di consolidamento della presenza italiana all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la campagna non si fermava qui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della sosta, trovavano spazio anche eventi collaterali di natura culturale e promozionale, organizzati in coordinamento con le ambasciate: iniziative che potevano andare da manifestazioni artistiche a momenti legati alla tradizione enogastronomica, fino a concerti o eventi tematici, capaci di raccontare l\u2019Italia in tutte le sue dimensioni, ben oltre quella strettamente istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tutto questo si aggiungeva una dimensione meno visibile ma altrettanto importante: incontri, convegni, riunioni operative e momenti di confronto organizzati dai partner direttamente a bordo, che trasformavano la nave in una piattaforma di dialogo e cooperazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019era un altro aspetto, forse il pi\u00f9 significativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le attivit\u00e0 a bordo si aprivano anche alla dimensione della solidariet\u00e0, con iniziative di raccolta fondi e progetti a favore delle organizzazioni presenti, a dimostrazione del fatto che una missione pu\u00f2 essere al tempo stesso operativa, economica e profondamente umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo avveniva generalmente nell\u2019arco di quattro giorni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, improvvisamente, si ripartiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la nave tornava ad essere ci\u00f2 che \u00e8 sempre stata: una comunit\u00e0 in movimento, proiettata verso il prossimo porto, pronta a ricominciare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Vedere ci\u00f2 che altri non vedono<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la sosta a Gedda mi accompagnarono a visitare la&nbsp;<strong>King Abdullah Economic City<\/strong>, una citt\u00e0 nuova che stava nascendo sulla costa del Mar Rosso, poco pi\u00f9 a nord. Alcuni quartieri erano gi\u00e0 costruiti: strade larghe, edifici moderni, una marina affacciata sul mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli inglesi erano gi\u00e0 presenti con studi e imprese e si parlava apertamente delle opportunit\u00e0 che si stavano aprendo: costruzioni, infrastrutture, arredamento, tutto ci\u00f2 che serve per far vivere una citt\u00e0. Erano esattamente i settori in cui l\u2019Italia avrebbe potuto dare molto. Eppure, tra quei cantieri e quei progetti, non c\u2019era traccia di italiani. Sembrava che le pregevoli capacit\u00e0 italiane fossero sconosciute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camminando tra quegli edifici ancora quasi vuoti la sensazione era singolare: una citt\u00e0 costruita per il futuro, piena di possibilit\u00e0, ma dove il nostro Paese &#8211; che pure avrebbe avuto molto da offrire &#8211; non era ancora arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questo, in fondo, \u00e8 un insegnamento di leadership. La differenza tra chi guida e chi segue spesso sta proprio nella capacit\u00e0 di vedere opportunit\u00e0 dove altri vedono soltanto deserto. Chi ha visione arriva quando il futuro deve ancora essere costruito; gli altri, di solito, arrivano quando tutto \u00e8 gi\u00e0 stato fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nave&nbsp;<em>Etna<\/em>&nbsp;e Nave&nbsp;<em>Borsini<\/em>&nbsp;svolsero invece la prima sosta a Gibuti, ex colonia francese. Per loro fu una tappa prevalentemente logistica, durante la quale tuttavia condussero attivit\u00e0 addestrativa a favore della Marina locale e la prima attivit\u00e0 umanitaria della campagna. Furono assistiti numerosi bambini bisognosi di cure e vennero donati aiuti al locale vescovato, alla sede della Caritas e all\u2019ospedale di Balbal\u00e0: l\u2019\u201cospedale degli italiani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasciata alle spalle la prima sosta, a bordo del&nbsp;<em>Cavour<\/em>&nbsp;avevamo finalmente tutto il materiale necessario per allestire l\u2019area espositiva destinata ai partner della campagna. Eravamo pronti a iniziare il montaggio quando arriv\u00f2 un ordine superiore: fermarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nella nebbia dell\u2019incertezza<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio mentre avevamo avviato il lavoro e cominciavamo a trarre i primi insegnamenti da quella tappa, giunse la notizia che il Ministro della Difesa stava valutando concretamente l\u2019ipotesi di annullare la campagna e di dirottare il 30\u00b0 Gruppo Navale verso le Filippine, devastate dal super tifone Haiyan. Le notizie che arrivavano erano drammatiche: oltre seimila morti, decine di migliaia di feriti, milioni di sfollati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle nostre spalle avevamo lasciato polemiche che, invece di attenuarsi dopo la partenza, sembravano addirittura intensificarsi. Quell\u2019emergenza umanitaria appariva a molti come l\u2019occasione perfetta per porre fine a un\u2019impresa che stava generando, in patria, incomprensibili mal di pancia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione di stallo inizi\u00f2 a preoccupare seriamente anche i partner industriali che avevano finanziato la campagna e che, legittimamente, si aspettavano il dovuto ritorno. L\u2019allestimento dell\u2019area espositiva richiedeva il montaggio di ventisei stand di circa venti metri quadrati ciascuno. C\u2019era lavoro per almeno un paio di giorni e ormai mancava poco alla seconda sosta, Abu Dhabi, dove tutto avrebbe dovuto essere pronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi esercita il comando, momenti come questi rappresentano una delle prove pi\u00f9 delicate. Quando il quadro strategico cambia improvvisamente e le decisioni sembrano sfuggire al controllo operativo, la leadership non consiste nel reagire con nervosismo o nel trasmettere incertezza. Consiste, al contrario, nel mantenere la rotta, proteggere la fiducia delle persone e continuare a lavorare come se la missione dovesse proseguire fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 gli equipaggi osservano ogni gesto del comandante. Dalla sua calma o dalla sua inquietudine traggono il loro orientamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quelle ore compresi ancora una volta che, prima ancora delle navi e dei mezzi, il vero strumento di comando \u00e8 la fiducia che si riesce a generare nelle donne e negli uomini che ti sono affidati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 per questo che il racconto di Ulisse continua a parlarci dopo millenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 ogni volta che una nave lascia il porto per un viaggio lungo e incerto qualcuno deve ricordare agli equipaggi che il mare non si attraversa soltanto con le carte nautiche, ma con una ragione per andare oltre l\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019estremit\u00e0 meridionale del Mar Rosso attraversammo un passaggio cruciale per la navigazione: lo stretto di Bab el-Mandeb. In quel punto la distanza minima fra Gibuti e lo Yemen scende a circa 25 chilometri. Dall\u2019altra parte ci attendevano le acque del Golfo di Aden che ci avrebbero accompagnati nella vastit\u00e0 dell\u2019Oceano Indiano, ove avremmo incontrato la Nave anfibia Lyme Bay, della Marina Britannica. Non perdemmo l\u2019occasione per svolgere un po\u2019 di attivit\u00e0 congiunta, impiegando anche gli elicotteri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il rito che d\u00e0 senso<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A bordo di una nave militare il tempo non \u00e8 scandito soltanto dagli orologi o dai turni di guardia. Ci sono momenti della giornata che hanno un valore particolare, quasi rituale. Uno di questi \u00e8 il tramonto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il sole comincia a scendere verso l\u2019orizzonte e la luce del giorno si distende sul mare con quei riflessi dorati che solo chi naviga conosce davvero, a bordo risuona l\u2019annuncio che prelude all\u2019ammaina bandiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un gesto antico, semplice, ma carico di significato. \u00c8 un momento che interrompe una giornata impegnativa fatta di azione e addestramento, anche alla guerra, perch\u00e9 \u00e8 quella che richiede di assolvere i compiti pi\u00f9 difficili e rischiosi, per i quali si deve essere ben preparati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un rito quotidiano durante il quale viene letta la Preghiera del Marinaio, un testo che risale al 1901 elaborato da Antonio Fogazzaro. Poi il Tricolore, che per tutta la giornata ha sventolato, viene lentamente ammainato, mentre il sole scompare dietro la linea dell\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche istante tutto sembra fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si trova all\u2019esterno assume la posizione di attenti guardando verso la bandiera. Chi \u00e8 all\u2019interno continua il proprio lavoro. La nave prosegue lungo la sua rotta, ma l\u2019equipaggio sa che sta partecipando a qualcosa che va oltre la routine quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 in quel momento non si abbassa soltanto una bandiera. Si rinnova un legame, si sospende l\u2019azione per ritrovare il senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel Tricolore non \u00e8 un semplice vessillo. Rappresenta la Nazione, la sovranit\u00e0 dello Stato e l\u2019anima stessa della nave che lo mostra con orgoglio al mondo. Anche in mezzo al mare, quella bandiera continua a ricordare che la nave non \u00e8 soltanto acciaio e tecnologia ma \u00e8 una parte di Italia che si muove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l\u2019ammaina bandiera \u00e8 in forma solenne, il personale libero dal servizio si schiera sul ponte di volo alla presenza del Comandante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, nel relativo silenzio, l\u2019ufficiale pi\u00f9 giovane d\u00e0 voce alla Preghiera del Marinaio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A Te, o grande eterno Iddio,<\/em>&nbsp;<em>Signore del cielo e dell&#8217;abisso,<\/em>&nbsp;<em>cui obbediscono i venti e le onde, noi,<\/em>&nbsp;<em>uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Marinai d&#8217;Italia,<\/em>&nbsp;<em>da questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.<\/em>&nbsp;<em>D\u00e0 giusta gloria e potenza alla nostra bandiera,<\/em>&nbsp;<em>comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;<\/em>&nbsp;<em>poni sul nemico il terrore di lei;<\/em>&nbsp;<em>fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,<\/em>&nbsp;<em>pi\u00f9 forti del ferro che cinge questa nave,<\/em>&nbsp;<em>a lei per sempre dona vittoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti.<\/em>&nbsp;<em>Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,<\/em>&nbsp;<em>benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Benedici!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quelle parole, Dio assume i tratti di una divinit\u00e0 d\u2019altri tempi, con un ruolo preciso nella dimensione marittima. \u00c8 una figura che trascende le appartenenze e riesce a parlare tanto ai credenti quanto agli scettici. Richiama un\u2019immensit\u00e0 che \u00e8 insieme potenza e presenza, alla quale il marinaio si rivolge perch\u00e9 conosce la propria fragilit\u00e0 davanti al mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel Dio si levano i cuori, distogliendo per un istante l\u2019attenzione dalla frenesia delle operazioni. \u00c8 un Dio al quale si chiede protezione, ma anche vittoria. Un Dio che non \u00e8 neutrale, perch\u00e9 nasce dentro la realt\u00e0 concreta di donne e uomini chiamati a operare, decidere e, se necessario, combattere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In poche righe, quella preghiera tiene insieme tutto ci\u00f2 che la vita marinara rappresenta: il senso del dovere, il rischio che accompagna ogni navigazione, la solidariet\u00e0 tra membri dell\u2019equipaggio e il legame silenzioso con chi attende a terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019ammaina bandiera, il Tricolore viene riportato a riva per tornare a sventolare nella sua posizione abituale. La nave riprende il suo ritmo. Le attivit\u00e0 continuano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La forza invisibile dell\u2019equipaggio<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Approfittando del mare calmo e di una fase tranquilla della navigazione, il 24 novembre 2013 riunii per la prima volta il Gruppo Navale in una formazione stretta a diamante. Le unit\u00e0 si posizionarono sui vertici di un rombo, molto vicine tra loro, con il Cavour in testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personale, dopo un momento di relax all\u2019aria aperta, si schier\u00f2 sul ponte di volo. C\u2019era una leggera foschia, ma il sole era ancora visibile. Pareva voler assistere anche lui alla cerimonia solenne dell\u2019ammaina bandiera, che avrebbe segnato il suo tramonto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schierarsi sul ponte di volo non \u00e8 soltanto una formalit\u00e0. \u00c8 un momento che cementa lo spirito di equipaggio e apre uno spazio interiore che raramente si crea nella vita operativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio in quello spazio che volli entrare, per parlare al cuore delle donne e degli uomini che mi avevano affidato una parte della loro vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia voce, via radio, raggiunse anche i ponti delle altre navi mentre condividevo con loro non solo riflessioni, ma sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ribadii il senso della nostra missione e del destino che ci univa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sera, in mezzo al mare, non eravamo pi\u00f9 soltanto unit\u00e0 navali in formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eravamo un unico equipaggio: pronto, coeso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in quell\u2019istante compresi, ancora una volta, che il comando non si esercita sulle navi, ma sulle persone. E si conquista solo quando, ogni giorno, scelgono di seguirti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Salvare una vita<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella tarda mattinata del 27 novembre 2013 la routine addestrativa fu improvvisamente interrotta da un\u2019emergenza. Nave Etna ricevette una richiesta di assistenza sanitaria da parte del peschereccio Al Kabir, battente bandiera indiana, a seguito di un grave malore che aveva colpito il comandante, con sintomi riconducibili a un attacco cardiaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diedi immediatamente disposizione di intervenire, consapevole che in situazioni di questo tipo ogni minuto pu\u00f2 fare la differenza. Un elicottero EH-101 decoll\u00f2 dall\u2019Etna con a bordo personale sanitario e un team di fucilieri della Brigata Marina San Marco, necessario per garantire la sicurezza dell\u2019operazione e la rapidit\u00e0 dell\u2019intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giunto sul peschereccio, l\u2019elicottero si mantenne in volo stazionario a una quindicina di metri, consentendo il recupero del comandante mediante una barella calata con il verricello, in una manovra che richiedeva precisione, coordinamento e sangue freddo da parte di tutto l\u2019equipaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ferito fu quindi trasportato all\u2019aeroporto pi\u00f9 vicino, a Salalah, in Oman, dove ad attenderlo vi era personale sanitario locale pronto a prenderlo in carico. L\u2019intervento si concluse positivamente e, dopo alcuni giorni di degenza, il comandante fu dimesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salvare una vita umana, a prescindere dalla nazionalit\u00e0, dalla religione o da qualsiasi altra appartenenza, rappresenta sempre una profonda soddisfazione e contribuisce a dare senso, in modo concreto, al nostro impegno sui mari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel caso, tuttavia, aver soccorso un cittadino indiano assumeva un significato ancora pi\u00f9 rilevante, considerando che la vicenda dei due Mar\u00f2, allora detenuti in India, costituiva un elemento di forte tensione nei rapporti tra i due Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facemmo quanto possibile affinch\u00e9 la notizia venisse diffusa, nella speranza che potesse contribuire, anche solo in parte, ad attenuare quel clima e favorire una pi\u00f9 serena ripresa del dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eravamo in mare anche per questo: per sostenere, con la nostra presenza e con le nostre azioni, la diplomazia nazionale, cogliendo ogni occasione utile e cercando di trasformare anche un imprevisto in un\u2019opportunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lo stretto della memoria<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rotta ci portava verso Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, e a bordo del Cavour mi trovavo ad affrontare un\u2019altra delicata strettoia: lo Stretto di Hormuz, dove nel punto pi\u00f9 vicino Iran e Oman distano appena quarantacinque chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo avevo gi\u00e0 attraversato nel 1987, a bordo della fregata&nbsp;<em>Libeccio<\/em>, ma allora la situazione era ben pi\u00f9 rischiosa, anche se non ai livelli odierni. Era la mia prima missione in un contesto bellico e i Pasdaran, con i loro mezzi navali piccoli e veloci, rappresentavano un pericolo reale, al pari delle mine vaganti: armi non intelligenti, affidate pi\u00f9 alla sorte che al controllo umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ricordo di quei giorni risvegliava in me una sensibilit\u00e0 particolare per la sicurezza e riportava alla mente quella che \u00e8, in fondo, la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 profonda di ogni comandante: riportare in patria i propri equipaggi e le proprie navi integri e, se necessario, vittoriosi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il paradosso della forza<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando saremmo entrati nei porti africani, la portaerei sarebbe diventata particolarmente vulnerabile. Oltre a essere la Nave Ammiraglia della Marina Militare, il&nbsp;<em>Cavour<\/em>rappresentava il simbolo visibile di un intero Paese e, proprio per questo, costituiva anche un bersaglio estremamente appetibile per possibili atti di terrorismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come avrei potuto difenderla preventivamente?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei porti, piccole imbarcazioni si muovono continuamente, seguendo rotte imprevedibili e difficilmente controllabili. Sarebbe stato estremamente semplice caricarne una di esplosivo e farla deviare improvvisamente verso il&nbsp;<em>Cavour<\/em>, senza lasciare il tempo per reagire. Allo stesso tempo, non era pensabile imporre restrizioni alla navigazione: avrebbe creato disagi inaccettabili e, soprattutto, avrebbe trasmesso un messaggio opposto rispetto a quello che la nostra missione voleva rappresentare, quello di un Paese che arrivava portando cooperazione, dialogo e amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era una situazione paradossale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un gigante di acciaio, dotato di sistemi di difesa sofisticati e potentissimi, poteva diventare vulnerabile di fronte a una minuscola imbarcazione carica di esplosivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza, in quel contesto, non garantiva sicurezza. La esponeva.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Vincere con la mente<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che mi torn\u00f2 alla mente una delle immagini pi\u00f9 sorprendenti dell\u2019<em>Odissea<\/em>. Quando Ulisse e i suoi uomini restano prigionieri nella grotta di Polifemo, l\u2019eroe greco comprende subito che non pu\u00f2 uscire con la forza. Il ciclope controlla ogni movimento e blocca l\u2019unica via di fuga. L\u2019unico modo per salvarsi era ricorrere all\u2019ingegno: Ulisse leg\u00f2 i suoi uomini sotto il ventre delle pecore del gregge e, quando gli animali uscirono dalla grotta, Polifemo ne controll\u00f2 il dorso senza accorgersi degli uomini nascosti sotto di loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripensando a quell\u2019episodio, mi parve di trovarmi davanti a una situazione simile, anche se con le masse invertite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso i fragili eravamo noi, sebbene imbarcati su una portaerei di circa trentamila tonnellate: nota, potente, visibile. Il ciclope, invece, poteva essere una piccola imbarcazione anonima, apparentemente innocua, ma capace di infliggere un colpo devastante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come Ulisse, non potevo affrontare quella minaccia soltanto con la forza. Dovevo trovare il modo di aggirarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avrei dovuto vincere con la mente, non con la forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma avrei scoperto che esisteva anche un\u2019altra risorsa, meno evidente e molto pi\u00f9 potente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fosse stato necessario correre verso la salvezza, sarei stato l\u2019ultimo a uscire. E avrei dovuto trovare una soluzione non convenzionale: qualcosa che non avrei trovato in nessun manuale e che, fino ad allora, non avevo mai impiegato consapevolmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo pi\u00f9 tardi avrei compreso che, a volte, la difesa pi\u00f9 solida non nasce dalla forza delle armi, ma dalla fiducia che si riesce a costruire attorno a s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La decisione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, il personale degli sponsor cominciava a mostrare segni di crescente nervosismo: l\u2019area espositiva non era ancora stata allestita e l\u2019autorizzazione continuava a non arrivare, bloccata da un clima di indecisione che rendeva tutto incerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancavano due giorni all\u2019ingresso nel porto di Abu Dhabi. Avevo una forte convinzione che la Campagna sarebbe proseguita come previsto e non volevo che quell\u2019incertezza incrinasse la motivazione degli equipaggi, ai quali sentivo il dovere di trasmettere fiducia e determinazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Decisi quindi di assumermi la responsabilit\u00e0 e diedi l\u2019ordine di procedere con l\u2019allestimento. Nel peggiore dei casi, avremmo smontato tutto se fossimo stati dirottati verso le Filippine\u2026 anche se sapevo bene che non sarebbe pi\u00f9 stato possibile rimontare, perch\u00e9 il materiale si sarebbe danneggiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno prima dell\u2019arrivo giunse l\u2019autorizzazione, quando ormai eravamo gi\u00e0 a met\u00e0 dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019allestimento dell\u2019area espositiva fu completato con successo all\u2019interno dell\u2019hangar, occupando pi\u00f9 di due terzi degli spazi disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In mare, come nel comando, arriva sempre un momento in cui non si pu\u00f2 attendere che l\u2019incertezza si dissolva da sola. Bisogna decidere, assumersi il rischio e continuare a guidare, anche quando non si vede ancora l\u2019approdo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Condivido ci\u00f2 che il mare mi ha insegnato, senza la pretesa di possedere verit\u00e0 assolute. Offro queste riflessioni a chi vorr\u00e0 navigare con me. Chi sentir\u00e0 che questa rotta gli appartiene, salga a bordo. Il mare \u00e8 grande. C\u2019\u00e8 spazio per tutti quelli che hanno il coraggio di partire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Paolo Treu<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Paolo Treu<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Ammiraglio di Squadra (aus.)&nbsp;<strong>Paolo Treu&nbsp;<\/strong>\u00e8 ex&nbsp;<em>Comandante in Capo della Squadra Navale<\/em>, vertice del braccio operativo della Marina Militare italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cMAPPE DEL POTERE\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;(<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/mappe-del-potere-7436115065423974400\/\">https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/mappe-del-potere-7436115065423974400\/<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;\u201cLEADERSHIP\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/leadership-7430953035700391936\/\">https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/leadership-7430953035700391936\/<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PUBBLICAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Treu \u00e8 autore di molte pubblicazioni. L\u2019ultima in ordine di tempo \u00e8 intitolata &nbsp;\u201c<em>Tu sei un intero oceano in una goccia \u2013 Rompi le pareti della tua prigione\u201d<\/em>. Il ricavato della vendita del libro sar\u00e0 interamente devoluto per volont\u00e0 dell\u2019autore all\u2019Associazione MITOCON (www.mitocon.it) che opera a sostegno dei pazienti affetti da&nbsp;<em>rare malattie mitocondriali<\/em>&nbsp;che colpiscono i bambini e le relative famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">link:&nbsp;<a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/09PPCGeE\">https:\/\/amzn.eu\/d\/09PPCGeE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il mare cambia, le procedure non bastano pi\u00f9: \u00e8 l\u00ec che il comando si misura nella fiducia, nella decisione e nella capacit\u00e0 di guidare oltre l\u2019incertezza. 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