{"id":231615,"date":"2026-04-23T07:56:38","date_gmt":"2026-04-23T07:56:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.townews.it\/?p=231615"},"modified":"2026-04-23T08:00:13","modified_gmt":"2026-04-23T08:00:13","slug":"hormuz-dove-si-decide-lequilibrio-del-medioriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.townews.it\/?p=231615","title":{"rendered":"HORMUZ: DOVE SI DECIDE L\u2019EQUILIBRIO DEL MEDIORIENTE"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dal ricordo di una notte nel 1987 alla crisi che oggi pu\u00f2 ridisegnare la geopolitica della regione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi quello stretto tratto di mare \u00e8 tornato al centro della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa volta, le conseguenze sono gi\u00e0 globali. E si stanno gi\u00e0 manifestando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un punto critico della geografia. \u00c8 un punto di pressione dell\u2019equilibrio internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il 1987 quando l\u2019instabilit\u00e0 del Golfo Persico torn\u00f2 ad attirare l\u2019attenzione del mondo intero e lo Stretto di Hormuz si conferm\u00f2, ancora una volta, come uno dei punti pi\u00f9 sensibili della geopolitica globale. Non si trattava di una crisi locale n\u00e9 di uno dei conflitti regionali che periodicamente attraversano il Medio Oriente. In gioco vi era un nodo essenziale dell\u2019economia mondiale, perch\u00e9 quelle acque rappresentavano &#8211; e rappresentano tuttora &#8211; una delle principali arterie attraverso cui scorre l\u2019energia che alimenta il sistema industriale globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu in quel contesto che la Marina Militare italiana si trov\u00f2 a compiere qualcosa che, per il nostro Paese, non accadeva dalla fine della Seconda guerra mondiale: dispiegare un gruppo navale in una zona di guerra lontana migliaia di chilometri dalle coste nazionali. Dopo l\u2019attacco alla motonave Jolly Rubino da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, l\u2019Italia decise infatti di proteggere il proprio naviglio mercantile impegnato in quell\u2019area strategica. Il 15 settembre 1987 prese cos\u00ec il mare il 18\u00b0 Gruppo Navale, composto da fregate, navi logistiche e cacciamine, con il compito di scortare le unit\u00e0 mercantili italiane e bonificare le mine che minacciavano quelle rotte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partecipai a quell\u2019operazione come Capo Servizio Volo sulla fregata Libeccio, una delle unit\u00e0 della classe Maestrale, progettate per operare in contesti complessi e dotate di elicotteri imbarcati che costituivano un elemento essenziale della capacit\u00e0 operativa della nave.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver attraversato il Canale di Suez, il Libeccio prosegu\u00ec la navigazione verso il Golfo Persico fino a raggiungere il punto pi\u00f9 delicato dell\u2019intera missione: lo Stretto di Hormuz. Chi osserva una carta nautica comprende immediatamente perch\u00e9 questo passaggio marittimo abbia assunto, nel tempo, un\u2019importanza strategica tanto elevata. Nel suo punto pi\u00f9 stretto misura appena quarantacinque chilometri e separa due mondi che da decenni si osservano con diffidenza: da un lato l\u2019Oman, dall\u2019altro l\u2019Iran. In mezzo scorre una delle principali arterie energetiche del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro transito era previsto nelle ore notturne, quando le probabilit\u00e0 di incidenti o provocazioni erano considerate pi\u00f9 contenute. Ma proprio per questo gli elicotteri dovevano restare pronti al decollo per tutta la durata del passaggio. Per conservare le energie e poter intervenire rapidamente in caso di necessit\u00e0 ero andato in branda completamente equipaggiato: indossavo la tuta di volo, gli scarponi e l\u2019imbragatura del salvagente, che comprendeva anche il piccolo bombolino d\u2019aria necessario per poter uscire dall\u2019elicottero in caso di ammaraggio. Dovevo essere pronto a decollare entro quindici minuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era la mia prima esperienza operativa in un contesto di guerra, e in quelle acque la minaccia era reale. I Guardiani della Rivoluzione iraniani operavano con barchini e gommoni veloci armati, mentre nel Golfo galleggiavano mine che, in alcuni casi, si erano staccate dagli ancoraggi e vagavano liberamente trascinate dalle correnti. Per contrastare quella minaccia avevamo attrezzato i nostri elicotteri con tutto ci\u00f2 che l\u2019esperienza operativa dell\u2019epoca poteva offrire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una voce nella notte<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fortunatamente il passaggio avvenne senza incidenti e l\u2019equipaggio si sentiva pronto ad affrontare qualsiasi minaccia, pur nella consapevolezza dei rischi. Tuttavia una notte accadde qualcosa che non ho mai dimenticato e che ancora oggi, osservando la crisi che attraversa nuovamente quelle acque, torna con forza alla memoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fui chiamato in plancia: una nave iraniana aveva stabilito un contatto radio in inglese con il Libeccio sulla frequenza internazionale di soccorso in mare e chiedeva espressamente di parlare con me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La richiesta mi sorprese. Non riuscivo a immaginare quale potesse esserne il motivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raggiunsi la plancia mentre l\u2019ufficiale di guardia mi indicava la radio gi\u00e0 aperta sul collegamento. Presi il microfono e risposi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLieutenant Treu speaking\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segu\u00ec un breve silenzio, rotto soltanto dal fruscio della radio. In plancia tutti restavano in attesa, cercando di capire cosa stesse accadendo. Poi il fruscio si apr\u00ec e arriv\u00f2 una voce calma, leggermente esitante, con un inglese lento e scandito:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLieutenant Treu, this is an Iranian Navy ship. We would like to speak with you\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu in quell\u2019istante che riconobbi quella voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arrivava da lontano, ma non dal mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi riport\u00f2 all\u2019Accademia Navale di Livorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era uno dei miei compagni di corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Settanta tra gli allievi stranieri dell\u2019Accademia vi erano anche studenti iraniani, giovani cadetti destinati a servire nella Marina del loro Paese. Li ricordo come ragazzi molto preparati e determinati negli studi, ma la loro storia cambi\u00f2 improvvisamente con la rivoluzione del 1979 e la caduta dello Sci\u00e0. Alcuni si trovarono costretti a rientrare in Iran e ci fu chi perse la vita. Altri rimasero in Italia, altri ancora cercarono nuove strade all\u2019estero. Per molti di loro fu un passaggio drammatico, vissuto quando avevano davanti un\u2019intera vita da costruire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019altra parte della radio, quella notte, c\u2019era uno di quei ragazzi che erano tornati in Iran e che avevano proseguito la carriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora ci trovavamo nello stesso tratto di mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io a bordo di una fregata italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui su una nave iraniana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel momento capii quanto sottili possano diventare i confini tra avversari quando la storia decide di cambiare le vite delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le parole che potevamo dirci erano inevitabilmente poche e prudenti, perch\u00e9 in quel momento ci trovavamo su barricate opposte. I silenzi che accompagnavano quel breve scambio erano per\u00f2 pi\u00f9 eloquenti di qualsiasi discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra diventa ancora pi\u00f9 assurda quando dall\u2019altra parte della barricata non c\u2019\u00e8 un nemico astratto, ma una persona che si conosce. Qualcuno con cui si \u00e8 condiviso un tratto di strada e che, per nulla al mondo, si vorrebbe vedere trasformato in avversario.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 Hormuz conta ancora oggi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella notte lo Stretto di Hormuz era gi\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 ancora oggi: uno dei luoghi in cui la storia, la geopolitica e le vite degli esseri umani si intrecciano nel modo pi\u00f9 duro e imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quasi quarant\u2019anni di distanza, mentre la tensione torna a salire in quelle acque e la crisi entra in una fase sempre pi\u00f9 visibile e concreta, non posso fare a meno di pensare a quel passaggio notturno e a quella voce ascoltata attraverso la radio di bordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tecnologie cambiano, gli equilibri internazionali si trasformano, le potenze si alternano sulla scena globale. Eppure alcuni nodi strategici della storia tornano, con sorprendente regolarit\u00e0, al centro degli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo Stretto di Hormuz \u00e8 uno di questi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio da qui che conviene partire per comprendere il significato profondo di ci\u00f2 che sta accadendo oggi nel Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dibattito pubblico si tende spesso a spiegare questa crisi quasi esclusivamente attraverso il programma nucleare iraniano. \u00c8 una lettura comprensibile, perch\u00e9 il nucleare costituisce il fattore scatenante pi\u00f9 visibile. Quando uno Stato percepito come ostile si avvicina alla soglia di una capacit\u00e0 nucleare militare credibile, l\u2019intero sistema della deterrenza regionale cambia natura: cambiano le percezioni di vulnerabilit\u00e0, i calcoli strategici e le opzioni operative degli attori coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia fermarsi a questo livello significa cogliere il detonatore, ma non comprendere la carica strategica che lo alimenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conflitto che stiamo osservando riguarda qualcosa di pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 strutturale: la ridefinizione della gerarchia strategica del Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non siamo di fronte soltanto a una crisi di proliferazione nucleare. Siamo di fronte a uno scontro che riguarda il futuro equilibrio della regione: chi deterr\u00e0 la maggiore capacit\u00e0 di influenza, di intimidazione e di proiezione, e soprattutto il controllo delle linee vitali dell\u2019energia e della sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, la questione decisiva non \u00e8 soltanto se l\u2019Iran possa arrivare all\u2019arma nucleare. Il punto pi\u00f9 profondo \u00e8 quale assetto regionale emerger\u00e0 da questa crisi e quale attore uscir\u00e0 con un grado superiore di libert\u00e0 strategica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le quattro dinamiche profonde del conflitto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere realmente ci\u00f2 che sta accadendo bisogna guardare oltre l\u2019evento immediato e individuare le dinamiche di lungo periodo che attraversano la regione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi queste dinamiche non sono pi\u00f9 teoriche. Sono tutte simultaneamente attive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A mio avviso sono almeno quattro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima riguarda la soglia nucleare iraniana. Il problema non \u00e8 soltanto l\u2019ordigno in s\u00e9, ma tutto ci\u00f2 che il superamento di quella soglia comporterebbe. Un Iran percepito come potenza nucleare potenziale &#8211; o quasi nucleare &#8211; modificherebbe profondamente l\u2019intera architettura di sicurezza del Medio Oriente. Israele sarebbe costretto a rivedere la propria postura strategica, le monarchie del Golfo riconsidererebbero le proprie garanzie di sicurezza e si aprirebbe, con ogni probabilit\u00e0, una nuova fase di competizione nucleare regionale, con possibili effetti di proliferazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, nella logica strategica di Teheran, l\u2019arma nucleare appare soprattutto come una forma di \u201cassicurazione sulla vita\u201d del regime: uno strumento di deterrenza e di sopravvivenza strategica pi\u00f9 che un\u2019arma destinata all\u2019impiego, se non in scenari davvero estremi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda dinamica riguarda la rete di potenza che Teheran ha costruito nel corso degli ultimi due decenni. L\u2019Iran non ha sviluppato soltanto un programma nucleare e missilistico, ma un sistema articolato di pressione strategica composto da missili balistici, droni, capacit\u00e0 navali asimmetriche e una rete di attori armati regionali. Questo insieme di strumenti ha consentito a Teheran di esercitare una forma di deterrenza indiretta che ha progressivamente ampliato la sua capacit\u00e0 di influenza sul Levante, sul Golfo e su una parte significativa del Mediterraneo allargato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza dinamica riguarda la libert\u00e0 strategica degli Stati Uniti e di Israele nella regione. Le grandi potenze non si muovono soltanto per neutralizzare minacce immediate, ma anche per recuperare margini di manovra strategica. Quando un attore regionale accumula capacit\u00e0 sufficienti a rendere troppo costosa l\u2019iniziativa altrui, produce una forma di deterrenza che limita la libert\u00e0 operativa degli avversari. L\u2019Iran, pur con risorse inferiori a quelle occidentali, \u00e8 riuscito nel tempo a costruire proprio questo tipo di capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La quarta dinamica riguarda la percezione del tempo strategico. Le guerre spesso non scoppiano per ci\u00f2 che accade, ma per ci\u00f2 che si teme possa accadere. Quando uno degli attori ritiene che il tempo lavori contro di lui, l\u2019intervento diventa un modo per anticipare un futuro giudicato pi\u00f9 sfavorevole. \u00c8 una logica antica quanto la strategia: si agisce non solo per ci\u00f2 che l\u2019avversario \u00e8 oggi, ma per ci\u00f2 che potrebbe diventare domani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva il nucleare iraniano appare per ci\u00f2 che realmente \u00e8: non la causa profonda del conflitto, ma il casus belli immediato di una competizione pi\u00f9 ampia che riguarda la struttura del potere regionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La strategia iraniana: resistere, disperdere, logorare<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli errori analitici pi\u00f9 frequenti quando si parla di Iran consiste nell\u2019oscillare tra due estremi opposti: sottovalutarne la forza oppure attribuirgli capacit\u00e0 quasi illimitate sul piano militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realt\u00e0, come spesso accade nelle questioni strategiche, \u00e8 pi\u00f9 complessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apparato militare iraniano non \u00e8 stato progettato per competere simmetricamente con gli Stati Uniti o con una coalizione occidentale sul piano aeronavale o tecnologico. Non \u00e8 questa la logica che ne ha guidato lo sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teheran ha costruito nel tempo uno strumento militare concepito per assorbire i colpi, disperdere le proprie capacit\u00e0 e sopravvivere all\u2019attrito, restituendo al tempo stesso danni sufficienti a rendere qualsiasi campagna contro di essa lunga, costosa e politicamente logorante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa impostazione non \u00e8 pi\u00f9 soltanto teorica. \u00c8 gi\u00e0 visibile nelle modalit\u00e0 con cui l\u2019Iran esercita oggi la propria pressione strategica: attraverso azioni indirette, attacchi calibrati, uso combinato di droni e missili e una costante tensione sulle linee marittime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza iraniana non risiede nell\u2019aviazione convenzionale n\u00e9 in una marina d\u2019altura. Risiede piuttosto nella combinazione tra missili balistici, droni, capacit\u00e0 di saturazione, pressione sul traffico marittimo e una rete di attori regionali capaci di moltiplicare i punti di attrito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di un unico fronte, ma di una molteplicit\u00e0 di fronti a bassa intensit\u00e0, distribuiti nello spazio e nel tempo, che rendono difficile una risposta risolutiva e concentrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una logica che privilegia la resilienza rispetto alla superiorit\u00e0 e il logoramento rispetto allo scontro decisivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo l\u2019Iran non \u00e8 abbastanza forte da prevalere militarmente su una coalizione occidentale, ma \u00e8 abbastanza forte da trasformare il conflitto in un problema strategico di lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questa capacit\u00e0 di infliggere costi elevati, diluiti nel tempo e distribuiti su pi\u00f9 domini, che rende la sua postura deterrente tutt\u2019altro che trascurabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una variabile spesso sottovalutata: la motivazione delle societ\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle analisi strategiche occidentali esiste per\u00f2 una variabile che continua a essere sottovalutata: la dimensione motivazionale dei conflitti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non perch\u00e9 non sia conosciuta, ma perch\u00e9 \u00e8 difficile da misurare, da modellizzare e, soprattutto, da integrare nei processi decisionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le societ\u00e0 occidentali combattono prevalentemente per interessi strategici, sicurezza e stabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In molte societ\u00e0 del Medio Oriente il conflitto \u00e8 vissuto anche come una questione di identit\u00e0, di fede e, in alcuni casi, di sopravvivenza culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa attribuire ragione a una parte o all\u2019altra. Significa riconoscere che gli attori in campo non rispondono sempre alle stesse logiche di costo-beneficio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio qui che si apre uno scarto strategico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la potenza militare non \u00e8 fatta soltanto di tecnologia e capacit\u00e0 industriale. \u00c8 fatta anche di volont\u00e0 e di disponibilit\u00e0 al sacrificio estremo in difesa di ci\u00f2 in cui si crede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa dimensione oggi si manifesta in forme diverse: nella resilienza delle societ\u00e0 sotto pressione, nella capacit\u00e0 di sostenere conflitti prolungati, nell\u2019accettazione di costi che, in altri contesti, sarebbero politicamente insostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un fattore che incide direttamente sulla durata dei conflitti, sulla loro intensit\u00e0 e sulla capacit\u00e0 di assorbire perdite senza cedere sul piano strategico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia militare dimostra che la determinazione di una societ\u00e0 pu\u00f2, in determinate circostanze, compensare differenze tecnologiche anche molto ampie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una variabile difficile da quantificare, ma spesso decisiva. E, proprio per questo, una delle pi\u00f9 pericolose da ignorare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Hormuz: uno dei nodi vitali del sistema energetico mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere pienamente la portata di questa crisi bisogna spostare lo sguardo dal campo di battaglia ai nodi strutturali dell\u2019economia globale. Uno dei pi\u00f9 importanti \u00e8 lo Stretto di Hormuz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troppo spesso lo si descrive come un semplice passaggio geografico. In realt\u00e0 \u00e8 uno dei punti di compressione pi\u00f9 sensibili dell\u2019intero sistema energetico mondiale. Attraverso quel corridoio marittimo transita una quota decisiva delle esportazioni petrolifere del Golfo e una parte rilevante del gas naturale liquefatto destinato ai mercati internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando quella rotta viene interrotta o anche solo percepita come insicura, l\u2019effetto non resta confinato alla regione. Si trasmette immediatamente ai prezzi dell\u2019energia, ai mercati finanziari, alle assicurazioni marittime, ai costi industriali e alle economie degli Stati importatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stiamo gi\u00e0 osservando: basta un aumento della tensione o un attacco mirato perch\u00e9 crescano i premi assicurativi, si allunghino le rotte, aumentino i costi logistici e si trasferisca instabilit\u00e0 lungo l\u2019intera catena di approvvigionamento energetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il danno, in questi casi, non \u00e8 soltanto materiale. \u00c8 sistemico. Riguarda la prevedibilit\u00e0 dei flussi, la fiducia degli operatori e la stabilit\u00e0 delle aspettative su cui si reggono i mercati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ricorda una delle leggi pi\u00f9 severe della geopolitica: esistono punti del pianeta apparentemente ristretti che hanno un valore strategico sproporzionato rispetto alla loro dimensione fisica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hormuz \u00e8 uno di questi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi \u00e8 in grado di minacciare la sicurezza di quel passaggio esercita una pressione che va ben oltre la scala regionale. In un mondo profondamente interconnesso sul piano energetico, disturbare le arterie di approvvigionamento significa esercitare una leva sull\u2019intero metabolismo dell\u2019economia globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche per questo che la crisi riguarda direttamente l\u2019Europa. Ogni volta che vengono toccate le rotte energetiche, la stabilit\u00e0 dei mercati e la sicurezza del Mediterraneo allargato, l\u2019Europa scopre di non essere una spettatrice distante, ma un attore esposto alle conseguenze senza avere sempre la capacit\u00e0 di influenzarne gli esiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in questa esposizione si misura una delle sue fragilit\u00e0 strutturali: dipendere da equilibri che non controlla, ma dai quali dipende il proprio funzionamento economico e industriale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riaprire uno stretto strategico \u00e8 anche una questione di fiducia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dibattito pubblico si tende spesso a immaginare che la riapertura di uno stretto strategico sia un processo quasi automatico: le flotte arrivano, scortano le petroliere e il traffico riprende.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realt\u00e0, oggi pi\u00f9 che in passato, \u00e8 molto diversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste pi\u00f9 una distinzione netta tra rotta aperta e rotta chiusa. Esistono gradi di rischio, che oscillano continuamente in funzione della pressione militare, della capacit\u00e0 di colpire e della percezione di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riaprire una rotta commerciale non significa soltanto garantire presenza militare. Significa ricostruire condizioni di rischio accettabile in un ambiente in cui la minaccia \u00e8 diffusa, adattiva e difficilmente neutralizzabile in modo definitivo: mine navali, droni, missili costieri, attacchi rapidi di unit\u00e0 leggere, sabotaggi o azioni dimostrative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli scenari attuali, anche una capacit\u00e0 residua dell\u2019avversario \u00e8 sufficiente a mantenere alta la tensione e a condizionare il traffico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto la scorta navale rappresenta soltanto una parte della soluzione. Non elimina il rischio, lo gestisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima occorre degradare la capacit\u00e0 dell\u2019avversario di colpire. Poi bisogna bonificare le rotte, monitorare costantemente l\u2019area e creare corridoi di transito protetti; assicurare copertura aerea e ristabilire procedure affidabili di coordinamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma tutto questo, da solo, non basta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il vero punto non \u00e8 quando una rotta pu\u00f2 essere percorsa. \u00c8 quando torna a essere economicamente sostenibile percorrerla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo dipende da un fattore che non si impone con la forza militare: la fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una rotta commerciale non torna davvero operativa quando un governo annuncia che \u00e8 aperta. Torna operativa quando armatori, assicuratori e operatori logistici ritengono che il rischio sia tornato accettabile nel tempo, non solo gestibile nel breve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 questa condizione non si realizza, il traffico si riduce, si sposta o si trasforma. E il danno economico continua a prodursi anche in assenza di attacchi diretti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso la riapertura di Hormuz non \u00e8 soltanto una questione militare. \u00c8 un equilibrio fragile tra sicurezza percepita, sostenibilit\u00e0 economica e credibilit\u00e0 nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio su questo equilibrio che si gioca una parte decisiva della partita strategica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il possibile esito della crisi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si aspetta una guerra breve e lineare sottovaluta la natura stessa di questa crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando un conflitto coinvolge deterrenza nucleare potenziale, rotte energetiche globali, prestigio strategico e credibilit\u00e0 internazionale, raramente evolve secondo schemi semplici. Ogni attore si muove all\u2019interno di una rete di vincoli politici, economici e militari che rende estremamente difficile una soluzione rapida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scenario che si sta delineando non \u00e8 quello di una guerra lampo \u201cpulita\u201d, ma quello di una escalation progressiva, gi\u00e0 visibile, destinata a svilupparsi entro limiti variabili ma instabili. I contendenti continuano a colpirsi, calibrando l\u2019intensit\u00e0 delle azioni per aumentare la pressione sull\u2019avversario senza oltrepassare quella soglia che trasformerebbe il confronto in una guerra regionale fuori controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo tipo di crisi non esistono linee rosse fisse. Esistono soglie che si spostano nel tempo, ridefinite continuamente dalle azioni e dalle reazioni degli attori coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questa dinamica che rende l\u2019equilibrio particolarmente fragile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla lunga, tuttavia, il fattore decisivo tende a essere il costo. Non solo in termini militari, ma nella capacit\u00e0 complessiva di sostenere nel tempo la pressione del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando una crisi mette sotto tensione simultaneamente mercati energetici, stabilit\u00e0 finanziaria, traffici marittimi e sicurezza regionale, il prezzo della prosecuzione cresce rapidamente per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma i costi pi\u00f9 rilevanti si accumulano spesso altrove: nella tenuta interna delle societ\u00e0, nella stabilit\u00e0 politica, nella capacit\u00e0 delle leadership di mantenere consenso mentre i benefici restano incerti e i rischi aumentano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro esiste poi una variabile spesso poco discussa, ma decisiva: il tempo politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non il tempo operativo del conflitto, ma il tempo interno delle democrazie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli Stati Uniti, ad esempio, esiste un vincolo preciso: la War Powers Resolution del 1973 limita la possibilit\u00e0 del Presidente di condurre operazioni militari senza autorizzazione del Congresso a un periodo definito. Superata quella soglia, il conflitto entra inevitabilmente in una dimensione politica interna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che il quadro cambia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 mentre l\u2019attenzione si concentra sulla dinamica militare, gli attori strategici osservano con attenzione crescente la dinamica politica americana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il conflitto si prolunga, la pressione non si esercita pi\u00f9 soltanto sul campo, ma si trasferisce all\u2019interno del sistema decisionale degli Stati Uniti: Congresso, opinione pubblica, equilibri politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra, a quel punto, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto esterna. Diventa anche interna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, l\u2019Iran non ha necessariamente bisogno di ottenere una vittoria militare in senso tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli basta resistere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un\u2019ipotesi teorica. \u00c8 una dinamica che si sta gi\u00e0 manifestando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La recente decisione americana di sospendere le attivit\u00e0 cinetiche per favorire il negoziato indica che, quando il tempo diventa una variabile critica, la pressione si trasferisce inevitabilmente all\u2019interno del sistema politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 in quel momento che la guerra cambia natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 ogni giorno che passa senza una soluzione chiara aumenta la pressione politica interna sull\u2019avversario, amplifica le divisioni e alimenta la percezione di un sistema sotto stress.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che emerge uno dei paradossi pi\u00f9 rilevanti dei conflitti contemporanei: una guerra pu\u00f2 risultare tatticamente favorevole sul campo e strategicamente perdente sul piano politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, anche la semplice capacit\u00e0 di assorbire il confronto pu\u00f2 essere trasformata in un risultato strategico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 dimostra che la pressione esercitata non \u00e8 stata risolutiva e, soprattutto, che il fattore tempo pu\u00f2 diventare una vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In fondo, la questione \u00e8 sempre la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non vince necessariamente chi colpisce di pi\u00f9. Vince chi riesce a sostenere pi\u00f9 a lungo il peso della guerra, non solo sul campo, ma all\u2019interno del proprio sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio su questo terreno, spesso invisibile, che si decidono gli equilibri reali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo spazio che si gioca una parte decisiva della partita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 nessuna strategia \u00e8 sostenibile indefinitamente se il costo politico interno supera il vantaggio strategico esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 a questo punto che, nella maggior parte dei conflitti contemporanei, emerge una terza fase: il negoziato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non un negoziato fondato sulla fiducia, ma imposto dalla realt\u00e0 strategica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte guerre moderne non si concludono con una vittoria netta, ma con un riequilibrio forzato, in cui tutti gli attori accettano un compromesso non perch\u00e9 lo desiderino, ma perch\u00e9 non esiste pi\u00f9 un\u2019alternativa sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In queste circostanze la diplomazia non nasce dalla riconciliazione, ma da qualcosa di molto pi\u00f9 concreto: la stanchezza strategica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La domanda decisiva<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine, la questione fondamentale resta una sola. Chi uscir\u00e0 da questa crisi con una maggiore libert\u00e0 strategica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Israele e Stati Uniti puntano a ridurre la capacit\u00e0 iraniana di condizionare la regione e a riaffermare una gerarchia deterrente favorevole. L\u2019Iran, dal canto suo, cerca di dimostrare che, pur sotto pressione militare, resta capace di imporre costi elevati, destabilizzare il teatro e rendere impossibile qualsiasi ordine regionale costruito senza tener conto del suo peso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la partita non si gioca soltanto tra questi attori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni crisi di questo tipo apre spazi che altri sono pronti a occupare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che emerge una variabile spesso meno visibile, ma sempre pi\u00f9 rilevante: la Cina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre gli altri attori consumano risorse, espongono vulnerabilit\u00e0 e si logorano in una competizione ad alta intensit\u00e0, Pechino si muove su un piano diverso. Non ha bisogno di vincere sul campo per rafforzare la propria posizione. Le basta che il sistema si indebolisca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto di instabilit\u00e0 prolungata, la capacit\u00e0 di presentarsi come attore affidabile per la ricostruzione, come partner economico e come garante di relazioni meno conflittuali diventa uno strumento di potere altrettanto efficace di una vittoria militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La partita, dunque, non si misura soltanto nei danni inflitti o subiti. Si misura nella percezione finale di forza, resilienza e capacit\u00e0 di restare, o diventare, un attore inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo, in ultima analisi, il vero metro con cui vengono giudicati gli esiti delle crisi strategiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 per questo che questa crisi riguarda molto pi\u00f9 di tre capitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguarda il Medio Oriente, certamente. Ma riguarda anche l\u2019Europa, i mercati energetici, la sicurezza dei traffici marittimi e la trasformazione pi\u00f9 ampia dell\u2019ordine internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le crisi del nostro tempo non stanno soltanto mostrando un mondo instabile. Stanno rivelando qualcosa di pi\u00f9 profondo: il ritorno esplicito della competizione di potenza come principio ordinatore delle relazioni internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa fase storica, illudersi che tutto dipenda da una sola causa apparente significa non vedere la trasformazione che \u00e8 gi\u00e0 in corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nucleare iraniano \u00e8 il detonatore immediato. La vera posta in gioco \u00e8 la ridefinizione della gerarchia strategica del Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, sempre pi\u00f9 chiaramente, anche la possibilit\u00e0 che nuovi attori trasformino questa crisi in un\u2019opportunit\u00e0 per ridefinire gli equilibri a proprio favore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 per questo che ci\u00f2 che accade oggi in quello stretto tratto di mare riguarda molto pi\u00f9 di tre capitali: riguarda gli equilibri del sistema internazionale che stanno prendendo forma davanti ai nostri occhi. E che definiranno il quadro entro cui dovremo muoverci per anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Condivido ci\u00f2 che il mare mi ha insegnato, senza la pretesa di possedere verit\u00e0 assolute. Offro queste riflessioni a chi vorr\u00e0 navigare con me. Chi sentir\u00e0 che questa rotta gli appartiene, salga a bordo. Il mare \u00e8 grande. C\u2019\u00e8 spazio per tutti quelli che hanno il coraggio di partire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Paolo Treu<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Ammiraglio di Squadra (aus.)&nbsp;<strong>Paolo Treu&nbsp;<\/strong>\u00e8 ex&nbsp;<em>Comandante in Capo della Squadra Navale<\/em>, vertice del braccio operativo della Marina Militare italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cMAPPE DEL POTERE\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;(<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/mappe-del-potere-7436115065423974400\/\">https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/mappe-del-potere-7436115065423974400\/<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;\u201cLEADERSHIP\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/leadership-7430953035700391936\/\">https:\/\/www.linkedin.com\/newsletters\/leadership-7430953035700391936\/<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>PUBBLICAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Treu \u00e8 autore di molte pubblicazioni. L\u2019ultima in ordine di tempo \u00e8 intitolata &nbsp;\u201c<em>Tu sei un intero oceano in una goccia \u2013 Rompi le pareti della tua prigione\u201d<\/em>. Il ricavato della vendita del libro sar\u00e0 interamente devoluto per volont\u00e0 dell\u2019autore all\u2019Associazione MITOCON (www.mitocon.it) che opera a sostegno dei pazienti affetti da&nbsp;<em>rare malattie mitocondriali<\/em>&nbsp;che colpiscono i bambini e le relative famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">link:&nbsp;<a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/09PPCGeE\">https:\/\/amzn.eu\/d\/09PPCGeE<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal ricordo di una notte nel 1987 alla crisi che oggi pu\u00f2 ridisegnare la geopolitica della regione Oggi quello stretto tratto di mare \u00e8 tornato al centro della storia. Questa volta, le conseguenze sono gi\u00e0 globali. E si stanno gi\u00e0 manifestando. 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