“Il Rapporto Ecomafia” di Legambiente conferma che l’illegalità ambientale resta un grande business criminale. Nel 2025 sono stati accertati 35.735 reati ambientali, ma il giro d’affari delle ecomafie è salito a 11,5 miliardi di euro.
La Campania resta la regione più colpita, con 5.636 reati, il 15,8 per cento del totale nazionale. Napoli è ancora la prima provincia italiana con 2.512 reati, in aumento dell’8,6 per cento, e Salerno è seconda con 1.472, l’11,4 per cento in più rispetto all’anno precedente.
Sandro Ruotolo, giornalista, componente della Segreteria nazionale del Partito Democratico ed eurodeputato, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del Rapporto Ecomafia 2026 ha dichiarato che – “I numeri della Campania – ci dicono che non basta reprimere. Accanto ai reati penali ci sono oltre 7.200 illeciti amministrativi. Bisogna colpire l’economia che alimenta questi traffici e seguire l’intera filiera: chi produce i rifiuti, chi commissiona lo smaltimento illegale, chi li trasporta, chi li interra o li brucia e soprattutto chi guadagna. È questo il nodo anche della Terra dei Fuochi. Dobbiamo far emergere l’economia sommersa che produce e smaltisce rifiuti fuori da ogni controllo e garantire una tracciabilità effettiva, dal luogo in cui il rifiuto viene prodotto fino alla sua destinazione finale. Se non sappiamo chi produce, quanto produce, chi trasporta e dove finisce quel materiale, continueremo a intervenire soltanto quando vediamo il fumo di un incendio o scopriamo una discarica abusiva”.
Ruotolo è tornato anche sulla vicenda delle navi dei veleni, portata nei mesi scorsi al Parlamento europeo insieme a Legambiente. “A marzo – ha evidenziato – abbiamo riunito a Bruxelles Europol, Interpol, ricercatori e scienziati. Oggi abbiamo tecnologie che trent’anni fa non esistevano. Serve una missione scientifica europea nel Mediterraneo per individuare i relitti, capire cosa trasportavano e valutare gli eventuali rischi ambientali. Vanno inoltre resi accessibili tutti gli atti sulle navi a perdere, compresi eventuali documenti dei servizi di informazione militare dell’epoca. Alla memoria del capitano Natale De Grazia dobbiamo la ricerca della verità”.
Infine Ruotolo annuncia come il tema dei crimini ambientali sarà portato anche nel confronto sulla riforma del mandato di Europol: “Servono più cooperazione europea, più scambio di informazioni e strumenti più efficaci per colpire reti criminali, patrimoni e profitti. Le mafie fanno affari perché trovano qualcuno disposto a farli con loro. È lì che dobbiamo intervenire”.
