Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Per accedere a tutto ciò che è legittimamente nostro, abbiamo bisogno di una password, di un OTP, del riconoscimento facciale e, prima o poi, probabilmente anche di un gorgheggio vocale accompagnato dall’impronta delle nostre dita.

Il tutto per accedere ai nostri dati, ad un’attestazione, ad un certificato, a qualcosa che è nostro.

Dite che arriveremo a rimpiangere lo sportello? L’attesa di ore a volte, ma intanto socializzavi, osservavi tutto. Dalla forfora di chi avevi davanti, all’elegante signora che, beata lei, raccoglieva fogli sparsi sul bancone e, con aria vittoriosa, si congedava dall’operatore. Lei ce l’aveva fatta, tu eri ancora lì.

Adesso no, rimani ferma in casa, con l’incalzante motivazione che fuori sembra esserci sempre più una minaccia, la peste, il maranza, il traffico, il tempo che non devi perdere.

Sì, sì, soprattutto non va perso tempo. Rimanere davanti allo schermo del computer e poi a quello del telefonino. Risparmiare tempo per rimanere sui social, please. Rimanere catatonici a guardare, inebetiti, il trattore che ripulisce un campo e la signora svedese che riabilita vecchi mobili, la gente che in déshabillé, cambia trecento volte abito a colpi di mano. Bene.

Nel frattempo, abbiamo perso la manualità. Osserviamo tutto dallo schermo, e le vite degli altri le scorriamo con un dito.

Quanto fa bene risparmiare tempo! Potremmo tornare a leggere! Ma non lo faremo mica ripescando l’impolverato libro! Abbiamo Gemini, ChatGPT, Claude.. Altro tempo risparmiato!

Poi, c’è il pranzo in famiglia, infarcito di rapide e divisive argomentazioni che polarizzano con la conclusione sussurrata, folle ma onnipresente che tanto la guerra è indispensabile per ritrovare il senno. Parole che sfumano per comporre il pensiero improvviso che quel magnifico mondo digitale, al quale hai consegnato quasi tutto di te, potrebbe essere fragile.

Il cyber, l’energia, la guerra biologica, cognitiva, il cambiamento climatico.

Tra un boccone e l’altro, qualcuno suggerisce di tenere contanti in casa, del cibo in dispensa, il medicinale salvavita. Una torcia? No, meglio candele!! Tutto ciò che possa ancora funzionare senza una password, senza una rete, senza una batteria, senza qualcuno che da qualche parte confermi che sei davvero tu.
Eh sì, in pochi attimi ti rendi conto che la tua identità è digitale. Lo è il tuo denaro, i tuoi documenti, le tue fotografie, le tue relazioni, la tua memoria, il tuo sapere, quello ancora da acquisire, è digitale.

Possiedi sempre meno cose, ma sempre più accessi che ogni giorno, più volte al di, devi dimostrare di essere tuoi.

Password, OTP, Volto, Voce, Impronta..

Che strano destino, abbiamo costruito la società più veloce della storia per risparmiare tempo, e adesso passiamo una parte crescente di quello risparmiato, ad autenticarci per poterci entrare.

Valeria Lazzaroli

La dottoressa Valeria Lazzaroli è Presidente dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (ENIA) e Chief AI & Risk Officer di ARISK®, spin-off deeptech del Politecnico di Torino specializzato in AI per il Risk Management. Economista, psicologa del lavoro e sociologa dell’innovazione.