INTELLIGENZA ARTIFICIALE, SICUREZZA E SOVRANITÀ DIGITALE
Dalla protezione delle infrastrutture pubbliche al procurement militare, l’intelligenza artificiale ridisegna le strategie di sicurezza nazionale. Paolo Trevisan illustra il progetto PSN Secure AI Gateway, il Tenente Colonnello Pierluigi De Paolis richiama l’urgenza di una trasformazione culturale della Difesa. Il confronto, coordinato da Maurizio Irlando, pone al centro la capacità del Paese di governare tecnologie, dati e responsabilità .
L’intelligenza artificiale sta modificando gli equilibri della sicurezza nazionale lungo una direttrice che coinvolge infrastrutture digitali, capacità di difesa, autonomia tecnologica e responsabilità decisionale. La crescente sofisticazione degli attacchi informatici, l’impiego di sistemi autonomi e la progressiva integrazione dell’AI nei processi pubblici e militari impongono di ripensare le strategie di protezione e, soprattutto, le competenze necessarie a governarle.
Sono questi i temi affrontati nel panel «AI, sicurezza e cybersecurity», svoltosi il 16 ottobre al Grattacielo Pirelli di Milano, nell’ambito del II Congresso Nazionale di Fondazione ENIA – Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale.
Il confronto è stato coordinato da Maurizio Irlando, Coordinatore scientifico del Dipartimento AI Red Teaming di Fondazione ENIA, con la partecipazione dell’ingegner Paolo Trevisan, Chief Technology Officer di Polo Strategico Nazionale, e del Tenente Colonnello Pierluigi De Paolis, della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità , intervenuto in sostituzione del Generale Luca De Martinis.
Tre prospettive professionali che hanno permesso di affrontare la sicurezza dell’intelligenza artificiale attraverso questioni concrete: la protezione delle infrastrutture strategiche dello Stato, l’affidabilità dei sistemi informativi militari e la capacità delle organizzazioni di anticipare vulnerabilità e comportamenti inattesi delle tecnologie adottate.
Maurizio Irlando: la sicurezza dell’AI richiede una governance esercitata, verificabile e continua
Nell’introdurre il confronto, Maurizio Irlando ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione stessa del concetto di cybersecurity. La diffusione dell’intelligenza artificiale modifica la natura delle minacce, amplia le possibilità di difesa e introduce nuove vulnerabilità nei sistemi che utilizzano modelli intelligenti.
Il problema assume una particolare complessità perché l’AI interviene contemporaneamente su tre fronti: può potenziare le capacità offensive degli attaccanti, può migliorare gli strumenti di prevenzione e contrasto e richiede, a sua volta, specifiche misure di protezione.
Da questa triplice relazione emerge la necessità di una governance agita, capace di tradurre i principi di sicurezza e responsabilità in attività di controllo, verifica e miglioramento continuo.
L’affidabilità di un sistema AI dipende anche dalla possibilità di comprenderne i limiti, individuare comportamenti anomali e valutare le conseguenze delle sue interazioni con altre componenti tecnologiche. Il perimetro della sicurezza si estende così ai dati, ai modelli, alle infrastrutture e ai processi decisionali che ne governano l’utilizzo.
In tale prospettiva, le metodologie di AI Red Teaming assumono un ruolo rilevante: attraverso simulazioni avversariali e verifiche strutturate, consentono di esaminare le vulnerabilità dei sistemi, la tenuta dei controlli e la capacità delle organizzazioni di reagire a condizioni operative inattese.
La riflessione proposta da Irlando ha inoltre collegato la sicurezza alla postura etica delle organizzazioni e ai limiti di prevedibilità dei modelli, richiamando la necessità di mantenere una responsabilità umana riconoscibile anche negli ecosistemi tecnologici più complessi.
Paolo Trevisan: Polo Strategico Nazionale e la sicurezza progettata fin dall’origine
L’intervento di Paolo Trevisan, Chief Technology Officer di Polo Strategico Nazionale (PSN), ha riportato la discussione sulle infrastrutture attraverso cui lo Stato custodisce e gestisce una parte crescente del proprio patrimonio informativo.
Nato come partenariato pubblico-privato per offrire alla Pubblica Amministrazione un’infrastruttura cloud sicura e sovrana, PSN adotta un modello nel quale la sicurezza viene incorporata fin dalla progettazione delle piattaforme, dei processi e dell’architettura organizzativa.
L’approccio security by design risponde a uno scenario nel quale gli attacchi informatici aumentano per frequenza, sofisticazione e velocità di esecuzione, anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale.
Trevisan ha illustrato come la strategia di protezione di PSN si fondi sulla combinazione di prevenzione, monitoraggio, capacità di reazione e aggiornamento continuo dei sistemi di difesa.
L’intelligenza artificiale contribuisce a questa evoluzione attraverso strumenti in grado di riconoscere anomalie, individuare attività malevole e migliorare la tempestività degli interventi, rafforzando la protezione delle infrastrutture e dei servizi erogati alle amministrazioni.
Un ruolo determinante rimane affidato alle competenze professionali. La capacità di affrontare minacce in continua evoluzione richiede esperienza, sperimentazione e una conoscenza approfondita delle architetture tecnologiche da proteggere.
PSN Secure AI Gateway: un progetto per governare modelli, dati e costi dei servizi AI pubblici
Tra i contenuti più significativi emersi dal panel figura il progetto PSN Secure AI Gateway, presentato da Trevisan tra le iniziative in fase di sviluppo nell’ambito dell’Innovation Hub di Polo Strategico Nazionale.
Il progetto nasce dall’esigenza di consentire alle amministrazioni pubbliche di utilizzare servizi di intelligenza artificiale mantenendo un presidio sui modelli adottati e sul trattamento delle informazioni.
La soluzione prevede la possibilità di definire regole per la gestione dei dati in ingresso e in uscita dai sistemi AI, assicurando visibilità sulle tecnologie utilizzate, capacità di scelta dei modelli e controllo dei relativi costi.
Si tratta di un’iniziativa particolarmente rilevante per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, chiamata a integrare strumenti intelligenti in processi che possono coinvolgere informazioni riservate, servizi essenziali e decisioni di interesse collettivo.
Il progetto affronta quindi un’esigenza destinata ad assumere crescente importanza: conservare la capacità di governo dei flussi informativi e delle tecnologie AI anche quando le amministrazioni ricorrono a modelli e servizi sviluppati da soggetti esterni.
L’Innovation Hub di PSN individua nella cybersecurity e nell’intelligenza artificiale due ambiti prioritari di sviluppo, promuovendo collaborazioni tra università , ricerca, industria e Pubblica Amministrazione.
La prospettiva delineata da Trevisan collega la sovranità digitale alla disponibilità di infrastrutture affidabili e alla capacità delle istituzioni di esercitare un controllo effettivo sulle tecnologie impiegate.
Tenente Colonnello De Paolis: la trasformazione della Difesa comincia dai processi decisionali
Il rapporto tra intelligenza artificiale e sicurezza ha assunto una dimensione ulteriormente articolata con l’intervento del Tenente Colonnello Pierluigi De Paolis, impegnato nella trasformazione digitale dei processi di procurement militare presso la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità .
L’introduzione dell’AI nei processi di acquisizione e gestione dei sistemi militari offre la possibilità di superare approcci prevalentemente reattivi, sviluppando capacità di analisi predittiva e supporto decisionale fondate su una maggiore valorizzazione dei dati.
Questo cambiamento comporta nuove esigenze in materia di cybersecurity.
La protezione dell’ecosistema informativo deve essere prevista fin dall’origine dei processi di procurement, attraverso requisiti di sicurezza incorporati nella progettazione, nell’acquisizione e nella successiva gestione operativa dei sistemi.
Per il comparto militare, l’integrità delle informazioni rappresenta una condizione imprescindibile. Dati alterati, incompleti o compromessi possono incidere sull’affidabilità delle valutazioni e delle decisioni, tanto nelle attività a terra quanto nelle operazioni di volo.
Il rapporto tra efficienza e sicurezza diventa quindi particolarmente stretto: la credibilità operativa dello strumento militare dipende dalla capacità di garantire entrambe.
De Paolis ha richiamato anche la propria esperienza nella sperimentazione degli sciami di droni autonomi e nell’ambito dei velivoli speciali, settori nei quali l’evoluzione tecnologica rende particolarmente evidente la necessità di disporre di sistemi affidabili, architetture protette e adeguate capacità di controllo.
In questo contesto assume un significato specifico la sovranità tecnologica, intesa come capacità di preservare il controllo sui sistemi strategici e sulle informazioni che ne determinano il funzionamento.
Dal modus operandi al modus cogitandi: la rivoluzione cognitiva della Difesa
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento del Tenente Colonnello ha riguardato la distinzione tra trasformazione tecnologica e trasformazione culturale.
L’adozione dell’intelligenza artificiale modifica il modus operandi delle organizzazioni, introducendo nuovi strumenti, procedure e capacità di elaborazione. La trasformazione più profonda riguarda tuttavia il modus cogitandi: il modo in cui le persone interpretano le informazioni, riconoscono le correlazioni, valutano gli scenari e assumono decisioni.
Una rivoluzione cognitiva che coinvolge l’intera organizzazione militare e richiede investimenti strutturati nell’aggiornamento delle competenze.
I processi di reskilling e upskilling diventano essenziali per preparare il personale a operare in ambienti nei quali sistemi intelligenti e capacità umane concorrono alla gestione delle informazioni e delle attività operative.
L’essere umano mantiene un ruolo centrale nell’interpretazione dei dati e nella governance dell’ecosistema informativo, dalla raccolta delle evidenze fino alla formulazione di decisioni tempestive, sicure e responsabili.
De Paolis ha inoltre individuato nella cooperazione civile-militare un acceleratore di innovazione e competitività , capace di favorire la circolazione delle competenze e lo sviluppo di capacità tecnologiche strategiche.
Particolarmente significativa la riflessione sul grado di preparazione del comparto Difesa. Il percorso di adattamento alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale è ancora incompleto, una condizione che riguarda anche altri attori internazionali.
La velocità con cui queste tecnologie evolvono rende tuttavia necessario accelerare gli investimenti e la trasformazione organizzativa, orientando risorse e competenze verso la costruzione di un ecosistema informativo nazionale integrato, distribuito e flessibile.
Una prospettiva nella quale sicurezza, capacità operativa e autonomia strategica diventano componenti di un medesimo progetto di sviluppo.
Un confronto a tre voci sulla sicurezza del Paese
La sessione, costruita da Maurizio Irlando come un confronto a tre voci, ha consentito di mettere in relazione esperienze apparentemente distanti, accomunate dalla necessità di governare sistemi tecnologici sempre più complessi.
Per Polo Strategico Nazionale, la questione riguarda la protezione delle infrastrutture cloud pubbliche e la capacità delle amministrazioni di mantenere il controllo sull’impiego dei servizi AI.
Per il comparto Difesa, riguarda l’affidabilità dei dati, l’evoluzione del procurement, la sicurezza dei sistemi autonomi e la preparazione delle persone chiamate a utilizzarli.
Per il Dipartimento AI Red Teaming di Fondazione ENIA, la priorità consiste nello sviluppo di metodologie capaci di verificare la robustezza dei modelli, anticipare vulnerabilità e contribuire alla costruzione di una governance tecnologica responsabile.
Nel corso del panel è stato inoltre trasmesso un videomessaggio di Gabriele Ferrieri, Presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), che ha sottolineato il valore della partnership tra ANGI e Fondazione ENIA nella promozione dell’innovazione.
La sovranità digitale come capacità nazionale di controllo
Il confronto ha restituito una lettura della sicurezza nazionale che coinvolge contemporaneamente infrastrutture, informazioni, competenze e capacità decisionali.
L’intelligenza artificiale rende più sofisticate le minacce, offre strumenti avanzati per contrastarle e introduce nuove responsabilità nella gestione dei sistemi che la utilizzano.
La protezione del patrimonio informativo nazionale richiede pertanto un coordinamento tra soggetti pubblici, operatori infrastrutturali, Difesa, industria e ricerca, accompagnato da investimenti nelle competenze e nella sperimentazione.
In questo quadro, la sovranità tecnologica si misura anche attraverso la capacità di conoscere i sistemi adottati, verificarne l’affidabilità , controllare i flussi informativi e mantenere la responsabilità delle decisioni.
Il panel del II Congresso Nazionale di Fondazione ENIA ha portato all’attenzione due traiettorie concrete di questa trasformazione: lo sviluppo di strumenti per il governo dell’AI nella Pubblica Amministrazione, attraverso il progetto PSN Secure AI Gateway, e l’evoluzione dei processi militari verso modelli predittivi, sicuri e fondati su competenze rinnovate.
Due ambiti nei quali la capacità di anticipare le criticità assume un valore strategico, mentre la collaborazione tra istituzioni civili e militari può contribuire a rafforzare l’autonomia tecnologica del Paese.
La questione che emerge riguarda la maturità dell’intero sistema nazionale: la velocità dell’innovazione sta imponendo tempi di adattamento sempre più brevi, mentre la sicurezza delle infrastrutture e l’affidabilità delle decisioni richiedono competenze, investimenti e responsabilità che devono essere costruiti e mantenuti nel tempo.
È su questa capacità di organizzare e governare il cambiamento che si misurerà una parte rilevante della sicurezza digitale italiana nei prossimi anni.
Fondazione ENIA – Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale
II Congresso Nazionale | 15–16 ottobre 2026
Grattacielo Pirelli – Regione Lombardia, Milano

Valeria Lazzaroli
La dottoressa Valeria Lazzaroli è Presidente dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (ENIA) e Chief AI & Risk Officer di ARISK®, spin-off deeptech del Politecnico di Torino specializzato in AI per il Risk Management. Economista, psicologa del lavoro e sociologa dell’innovazione.
