Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Le elezioni della Repubblica del Brasile premiano a sorpresa Lula partito svantaggiato e che vince con un letto distacco da Bolsonaro. Mentre in Serbia trionfa il candidato degli studenti che manda a casa Vučić dopo 14 anni di mandato.

Dopo una rimonta epocale, l’ultima icona della sinistra mondiale ha surclassato al ballottaggio il candidato trumpiano Flavio Bolsonaro, confermandosi per la quarta volta presidente del Brasile. Alla fine ha conquistato il 51,74% dei voti, contro il 48,2% di Flavio, uno scarto netto, ben superiore al testa a testa serratissimo previsto alla vigilia e molto probabilmente penalizzato anche dalla sua nota simpatia e vicinanza alla linea politica del Presidente americano Donald Trump. Tuttavia Jair Bolsonaro ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto, a suo giudizio falsato dalla decisione del giudice di rinviare di due ore la chiusura dei seggi, misura richiesta anche da lui.

Non è stato diverso l’esito della consultazione elettorale in Serbia, dove l’attuale Presidente Vučić viene surclassato dagli studenti che vincono mandandolo a casa dopo 14 anni di governo e due annii di durissime contestazioni nei suoi confronti. Secondo i risultati, infatti, ancora provvisori ma che difficilmente possono cambiare in modo sostanziale, il candidato degli studenti ha ottenuto il 52% dei voti, che conferirebbero 138 dei 250 seggi del Parlamento nazionale contro il 39% ottenuto dalla lista Serbia Unita facente capo all’ex Presidente che avrebbe così ottenuto 104 seggi.

Secondo i risultati ancora provvisori, ma che difficilmente possono cambiare in modo sostanziale, la lista degli studenti ha ottenuto il 52% dei voti, che conferirebbero 138 dei 250 seggi del Parlamento nazionale contro il 39% ottenuto dalla lista Serbia Unita dell’ex presidente Aleksandar Vučić, che avrebbe così 104 seggi.

Sempre di più gli elettori scelgono tendenzialmente il candidato di maggiore fiducia, indipendentemente dall’ideologia politica e partitica di appartenenza. Sempre di più le consultazioni elettorali si trasformano in un testa a testa fra due candidati, sempre più polarizzante la politica e sempre più difficile pronosticare chi vincerà, come nel caso del Brasile in cui era dato per vincente colui che ha perso, e dopo una rimonta di ben 2 milioni di voti, è stato riconfermato Lula, il candidato che si appresta a dare vita al quarto mandato di seguito.

E ora toccherà al popolo israeliano decidere se confermare Netanyahu o eleggere uno dei candidati dell’Opposizione.