Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Ervin B. Hoskins si presentava come scrittore freelance americano mentre le impostazioni di trasparenza di Instagram ne collocavano il profilo in Iran e quelle di X indicavano un’app per l’Asia occidentale. Era una delle sette firme inventate con cui una rete ha proposto articoli sulla guerra tra Stati Uniti e Iran a una dozzina di testate prima che l’8 ottobre 2026 OpenAI bloccasse gli account ChatGPT di due operazioni di influenza, la rete iraniana Bogus Bylines e quella russa Dark Clark.

Per l’editor che apriva la posta una proposta firmata Hoskins non aveva nulla di sospetto perché il pezzo seguiva alla lettera i criteri di sottomissione della sua testata e arrivava con la mail di accompagnamento. Dietro quella regolarità c’era ChatGPT, a cui gli operatori facevano confrontare ogni bozza con quei criteri e chiedevano di scrivere la lettera all’editor, un metodo che ha portato quasi cento articoli in una dozzina di testate piccole e medie, una delle quali con quasi due milioni di follower su Facebook. Alcuni pezzi sono stati rilanciati anche dai profili social delle testate stesse.

La seconda operazione, quella russa, aveva l’aspetto di un centro studi perché un profilo LinkedIn del Social Research Center dichiarava tra 200 e 500 dipendenti pur elencandone due. I collaboratori veri però c’erano e hanno scritto oltre sessanta articoli senza sapere, secondo le prove raccolte da OpenAI, di lavorare per un gruppo russo come Truman Burbank, il protagonista di The Truman Show di Peter Weir, ignorava di vivere dentro un set televisivo.

L’Hybrid CoE di Helsinki, il centro europeo che studia le minacce ibride, le descrive come azioni coordinate contro le vulnerabilità delle democrazie, costruite per sfruttare le soglie oltre le quali un’azione si rileva e si attribuisce, un’architettura che il caso riproduce con persone in buona fede e identità inesistenti. Borges ne aveva dato la forma nel 1940 con Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, il racconto in cui la voce di un’enciclopedia su un paese inesistente, presente solo in alcune copie di una ristampa dall’aria autentica, apre la strada a un mondo inventato che sostituisce a poco a poco il reale. OpenAI parla di operazioni di influenza e chiamarle attacco resta una nostra lettura perché a essere colpito è il filtro con cui una redazione decide di fidarsi di un autore.

Gli effetti si vedono nelle smentite, come quella della ministra dell’Istruzione ecuadoriana Gilda Alcívar che il 16 giugno ha denunciato mail false inviate alle scuole dopo un video con un giuramento al presidente Noboa, attribuendo il caso a gruppi di opposizione senza nominare la Russia (Primicias, 16 giugno 2026), episodio che secondo OpenAI gli operatori russi rivendicavano nei loro rapporti. Sulla Breakout Scale, la scala a sei livelli che misura quanto un’operazione esca dal proprio ambiente, la rete russa è la prima di Categoria 5 che OpenAI abbia fermato mentre quella iraniana arriva alla 4. Quanto abbia pesato sul pubblico resta ignoto e i commenti iraniani raccoglievano al massimo poche decine di reazioni.

Che cosa può fare una redazione davanti a un testo impeccabile se non cominciare da ciò che chiunque può leggere, come le impostazioni di trasparenza che hanno tradito Hoskins o gli account X già sospesi ad agosto, per passare poi a un controllo di filiera che verifichi se l’autore esista in almeno due fonti indipendenti e quale storia abbia il dominio che lo ospita? Conta anche l’esposizione perché secondo OpenAI Alice Donovan e PeaceData, due facciate precedenti, smisero di operare quando furono scoperte.

Eliminare le facciate non appare realistico se si guarda alla storia perché Thomas Rid in Active Measures fa cominciare il catalogo negli anni Venti con una finta organizzazione antibolscevica creata dalla ÄŒeka. Lo stesso Rid invita a non sopravvalutare gli effetti di queste operazioni e per questo l’obiettivo realistico diventa alzare il costo di ogni identità falsa con una procedura che regga quando l’orecchio cede, come Ulisse che per ascoltare le sirene si fece legare all’albero della nave.

Nei rapporti destinati a un superiore di cui OpenAI non conosce l’identità gli operatori russi si attribuivano l’intervento del ministro degli Esteri argentino alle Nazioni Unite sulle isole Falkland benché gli argomenti usati facessero parte da anni della posizione ufficiale argentina. OpenAI legge queste rivendicazioni come un tentativo di esercitare influenza sui propri datori di lavoro. Chi volesse seguire il filo troverà nel report di OpenAI i casi descritti e in Active Measures di Thomas Rid la storia di un mestiere nato prima dei modelli linguistici. Restano senza nome quel superiore e chi avrebbe commissionato la rete iraniana mentre per la rete russa lo stesso documento indica un possibile legame con Politology, descritta da alcune ricostruzioni come erede del gruppo Wagner.