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Banchi frigo surriscaldati in almeno quattro Coop tra Catania e Palermo si inseriscono nell’ondata di guasti ai sistemi di refrigerazione partita dalla Francia il 12 ottobre. Il Direttore Generale di Radenza parla di attacchi hacker mentre la polizia postale ricostruisce l’origine degli episodi e l’ACN richiama la filiera del freddo. Mancano rivendicazioni e attribuzioni provate e resta aperta l’ipotesi della guerra ibrida

Nelle prime ore di lunedì 2 novembre i sistemi di refrigerazione di almeno quattro supermercati Coop, tre a Catania e uno a Palermo, hanno avuto i parametri di temperatura modificati, con banchi surriscaldati e alimenti deperiti. Giuseppe Spadaro, direttore generale di Radenza, la società che gestisce in Sicilia i punti vendita a marchio Coop, colloca l’episodio Â«alle 4 del mattino» e parla di attacco hacker.

Quella dell’intrusione è per ora la lettura del gestore. Viene riferito che lo stesso Spadaro ha confermato i guasti senza attribuirli con certezza a un attacco (Open, 2 novembre 2026) e PalermoToday scrive che nessuna intrusione risulta accertata benché gli impianti si siano fermati nello stesso istante. La polizia postale ricostruisce provenienza ed entità delle violazioni e verifica i legami con altri Paesi europei.

Nella stessa giornata l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha ricevuto da un’azienda toscana della ristorazione collettiva la notifica di un incidente e ha poi rilevato, senza che fosse ancora notificato, un attacco a un’impresa emiliana che produce surgelati (ACN, 2 novembre 2026). L’ACN ha richiamato la grande distribuzione e la filiera del freddo alle misure raccomandate dopo gli episodi francesi e ha convocato per il 3 novembre le federazioni di settore e le principali aziende.

L’elenco dell’ACN conta sette Paesi dal Belgio alla Svezia. Ahold Delhaize ha parlato di un incidente informatico ai banchi frigo di decine di negozi tra Belgio e Lussemburgo (Reuters, 2 novembre 2026) mentre in Irlanda SuperValu ha ritirato prodotti freschi e surgelati da 13 supermercati (Irish Times, 2 novembre 2026). Nei Paesi Bassi secondo la tv pubblica Nos a essere colpite sono state soprattutto piccole aziende e negozi di quartiere (Nos, 2 novembre 2026). L’Unione europea ha definito lo sviluppo Â«altamente preoccupante».

All’origine c’è la notte tra l’11 e il 12 ottobre, quando in Francia le temperature dei banchi frigo sono salite fino a 50 gradi in circa 700 supermercati su 10.000 (Open e AP, 13 ottobre 2026). Danfoss ha indicato come interessati soprattutto i controllori AK-SM800 e AK-SC355, il primo senza aggiornamenti dal maggio 2021 e il secondo fuori catalogo dal 2016 (Danfoss, ottobre 2026). Il CERT-FR non ha collegato le compromissioni a una vulnerabilità precisa (CERT-FR, 12 ottobre 2026) e non risulta accertato che il 2 novembre siano coinvolti gli stessi apparecchi.

Il danno ricade sulla merce dei banchi che i distributori devono gettare per rispettare la catena del freddo (Open, 13 ottobre 2026). Il rischio informatico passa così dai dati agli alimenti, in un settore le cui apparecchiature remote seguono raccomandazioni scritte dal CERT-FR per energia e acqua (The Hacker News, ottobre 2026). Non risultano rivendicazioni e resta da chiarire se le ondate siano coordinate (Europa Today, 2 novembre 2026). Mancano quindi gli elementi per stabilire chi abbia agito e a quale scopo.

Su questo vuoto si innesta la guerra ibrida definita dal non-paper del Ministero della Difesa come l’insieme di azioni coordinate in più domini condotte da attori statuali (Ministero della Difesa, non-paper). Secondo Il Mattino l’ipotesi di un coinvolgimento russo viene esaminata perché attacchi a servizi di uso quotidiano sono compatibili con quelle modalità. Non esistono però prove pubbliche di un legame con il Cremlino e l’intenzione degli autori resta sconosciuta senza che il ricatto economico o la ricerca di insicurezza siano un movente accertato.

Il direttore dell’ACN Bruno Frattasi ha dichiarato a Milano Finanza che l’Italia è pronta a gestire una crisi nata in ambito digitale e propagata ad altri domini, in sede Nato come europea (Bruno Frattasi, Milano Finanza, gennaio 2026). Nel caso dei frigoriferi la risposta concreta è il bollettino del 13 ottobre, con cui il CSIRT Italia ha indicato tra i fattori sfruttati software obsoleto e interfacce di amministrazione esposte su Internet (Today, 2 novembre 2026). Sono seguiti poi l’allerta del 2 novembre e il tavolo del 3 novembre.

Nei punti vendita di Radenza il gruppo calcola ancora i danni e gli impianti sono tornati in funzione soltanto in alcuni casi. Anche dove la temperatura è rientrata l’ACN avverte nel bollettino del 13 ottobre che il ritorno ai valori normali non dimostra il rispetto della catena del freddo (ACN, 13 ottobre 2026). Spetterà all’incontro del 3 novembre stabilire quali misure chiedere a chi gestisce questi impianti mentre la polizia postale deve ancora chiarire la provenienza degli episodi.

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