Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Organizzato da Articolo21 Orvieto, dai volontari del Gruppo Emergency di Orvieto, grazie anche alla Cooperativa “Il Quadrifoglio” che ha ospitato l’evento e alle organizzazioni Cosp e ProPal che hanno aderito all’iniziativa, si è svolto nella cittadina umbra l’incontro pubblico per la presentazione del libro scritto da Andrea Bellardinelli dal titolo “Geografie umanitarie di terra, di mare e di pace”, edito da affinità elettive.

E’ il racconto di un viaggio nella “geografia dell’emergenza e del dolore”, attraverso un mosaico di incontri, racconti, testimonianze e riflessioni raccolte dall’autore durante le missioni umanitarie svolte, in Italia e all’estero.

Bellardinelli dal 2002 ha lavorato, come operatore umanitario e come Direttore di Emergency, a fianco del fondatore, Gino Strada, svolgendo nell’arco di vent’anni l’attività di cooperazione umanitaria in Italia, in Africa, in Europa e nel Mediterraneo, per prestare assistenza e soccorso alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo, della povertà e delle emergenze sociosanitarie attive in molte zone dei continenti.

Di fronte al folto pubblico  presente nella sala convegni messa a disposizione dalla  Cooperativa “Il Quadrifoglio” presso lo Scalo Community Hub di Orvieto, Andrea Bellardinelli ha illustrato la singolare prospettiva dalla quale ha scritto e raccontato le proprie esperienze professionali e di vita, con un approccio narrativo contrassegnato dall’innata sensibilità del geografo, del naturalista e dell’operatore umanitario. L’autore ha raccontato e ricordato episodi e incontri con persone di nazionalità, cultura, religione e condizioni di vita diverse e gravemente disagiate a causa di conflitti armati, di violenze subite dai regimi autoritari, di malattie curabili ma incurabili per l’impossibilità di accesso ai farmaci e vittime degli effetti della povertà estrema.

Sono state ricordate la catastrofe umanitaria che si consuma, giorno dopo giorno, in Palestina, in Ucraina, in Sudan, in Sierra Leone, nel Mediterraneo e la precarietà in cui vivono i migranti in Italia che lavorano come braccianti, vittime del reclutamento e dello sfruttamento del caporalato in regioni come la Campania, la Calabria, la Puglia, ma anche del caporalato nascosto dell’agroalimentare del made in Italy diffuso nel Veneto, in Piemonte e in Lombardia.

Nell’intervista, l’autore ha più volte sottolineato l’impegno e la nobiltà della lavoro degli operatori e dei volontari di Emergency, spesso lontani dalla consueta ribalta mediatica del mainstream e ha sottolineato l’importanza dell’attenzione che ogni operatore ripone nel rispetto delle varie realtà del territorio in cui svolge il proprio lavoro, privilegiando le relazioni umane come l’attività di accoglienza e di ascolto del prossimo, cercando di cogliere nella fragilità delle persone gli aspetti più profondi dell’animo e non solo quelli legati alle necessità e ai bisogni materiali.

Nel corso dell’intervista, non sono mancati frequenti richiami  ai valori fondanti di Emergency, sui quali si è basata tutta l’opera straordinaria svolta da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, riassumibili nella raccomandazione che era solito ripetere soprattutto ai giornalisti, quando avevano la fortuna di incontrarlo e intervistarlo: “i diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, ma proprio di tutti, perché diversamente chiamateli privilegi”. 

Bellardinelli ha messo anche in evidenza il successo dell’iniziativa ideata da Gino Strada sulla creazione degli ambulatori mobili di Emergency, raccontando l’importanza che rivestono nelle attività di assistenza sanitaria svolte nell’isolamento e nell’oblio delle “periferie sociali” di alcune città italiane, e in cui il lavoro degli operatori e dei volontari di Emergency si concentra principalmente, ma non solamente, alle persone che vivono nei quartieri più poveri e degradati, spesso complicati anche dalla presenza della criminalità organizzata e gravati dall’assenza di Strutture sanitarie adeguate del SSN, sia per l’assistenza medica che psicologica.

L’evento dal titolo “Libro e Musica con Emergency”, si è concluso con una cena solidale per la raccolta  fondi a favore della popolazione palestinese della Striscia di Gaza, a cui è seguita la qualitativa  performance musicale di Ada Montellanico, attrice e cantante jazz, che si è  esibita accompagnata dalla musica degli 008 Trio e che ha partecipato alla presentazione del libro in quanto fondatrice ed ispiratrice dell’Associazione no profit “Voci  per la Palestina”, che raccoglie il sostegno di alcune tra le più apprezzate cantanti jazz italiane.

Con parole, che arrivano al cuore e alla coscienza di ognuno di noi, Andrea Bellardinelli ha chiuso l’incontro ricordando la mission della cooperazione umanitaria: “lavorare in sinergia con gli altri, tra meridiani e paralleli della ragione anche distanti, con un obiettivo comune: ripudiare le violenze, le guerre e i conflitti, in ogni loro declinazione o forma. Per costruire un pezzo di Pace”.

Una Pace intesa non solo come assenza di conflitti o di guerre, ma come presenza attiva di giustizia, di equità, di fraternità e di dialogo. Una pace in grado di rappresentare un impegno quotidiano che richiede soluzioni efficaci per gestire le tensioni, promuovendo la cura, l’inclusione e la dignità per tutti,  e come sottolineava Gino, “proprio per tutti”.