Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

“Ricordo una delle prime pazienti: una giovane donna incinta. Mi emozionò vederla, per me fu un segno di speranza; una nuova vita che entrava” – racconta Giorgio Monti, il Coordinatore medico di Emergency nella Clinica di Al Qarara a Gaza. L’ONG è stata una delle pochissime che gli israeliani hanno lasciato operare sulla Striscia.
37 ONG infatti sono state costrette a lasciare il territorio inclusa Medici Senza Frontiere alla quale da oggi è stata preclusa ogni attività perché secondo il governo israeliano non ha rilasciato l’elenco dei volontari presenti sulla striscia. In realtà l’Ong ha replicato sostenendo che il il divieto sarebbe un pretesto per ostacolare l’assistenza umanitaria nella Striscia.

“In questo anno – sottolinea Monti di Emergency- abbiamo garantito oltre 55.000 visite, stabilizzazione di ferite, medicina di base, cure materno-infantili, consegna di farmaci gratuiti, screening della malnutrizione…”

“Al fianco di una popolazione costretta a sopravvivere in condizioni igienico-sanitarie e abitative indicibili – precisa – senza accesso ai servizi di base, in un territorio devastato; stremata da bombardamenti, fame, ordini di evacuazione improvvisi, chiusura dei valichi, blocco persistente degli aiuti umanitari, faccia a faccia con la grande illusione del “cessate il fuoco”.

“Se riusciamo a portare avanti il nostro impegno conclude – è grazie soprattutto alla grande squadra dei nostri colleghi e colleghe gazawi: medici, infermieri, farmacisti, ginecologhe, tecnici, manutentori… Persone che condividono paure e difficoltà quotidiane e che, da un anno, continuano a prendersi cura della popolazione di Gaza.”

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