Via libera del Consiglio dei Ministri oggi, giovedì 5 febbraio, al Decreto sicurezza. Dalla stretta su coltelli alle nuove fattispecie di reato per rapine e danneggiamenti durante le manifestazioni, sono molteplici le misure contenute nei 33 articoli del decreto. “Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso” ha scritto su X la Premier Giorgia Meloni , ossia quello di “uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”. Il Governo, ha reso noto il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi, ha detto sì a “due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso”, ossia “un decreto legge di 33 articoli e un disegno di legge di 29 articoli”.
Il Decreto si compone di 29 articoli e interviene in modo articolato su sicurezza urbana, ordine pubblico, attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, funzionalità delle Forze di polizia, immigrazione e protezione internazionale. Il provvedimento punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto dei reati, con particolare attenzione ai fenomeni di violenza giovanile e ai disordini legati alle manifestazioni pubbliche. Il Decreto sicurezza introduce il divieto assoluto di vendita e cessione di coltelli e strumenti atti a offendere ai minori di 18 anni. La norma, che va a integrare la storica legge sulle armi del 1975, punta a frenare il fenomeno dei reati violenti commessi da adolescenti armati.
Secondo il nuovo articolo 4-quater introdotto dal provvedimento, gli esercenti avranno l’obbligo di richiedere un documento di identità all’acquirente, a meno che la maggiore età non sia manifesta. Il divieto non risparmia il commercio elettronico: i siti di e-commerce e le piattaforme di vendita online dovranno implementare sistemi di verifica dell’età “efficaci e tempestivi” per impedire l’acquisto di armi bianche da parte dei minorenni.
La prima violazione comporta una multa da 500 a 3.000 euro. In caso di prima reiterazione, la sanzione raddoppia (da 1.000 a 6.000 euro), fino ad arrivare a un massimo di 12.000 euro per le violazioni successive. Per i negozianti, oltre alla multa, scattano sanzioni accessorie pesanti: la chiusura dell’esercizio fino a 15 giorni alla prima infrazione, che può arrivare a 45 giorni in caso di recidiva. Per chi elude il divieto è prevista la revoca della licenza commerciale.
Il Decreto sicurezza introduce misure stringenti per l’accesso alle aree cittadine, mirando a colpire chi ha precedenti per reati violenti commessi durante eventi pubblici o contro le Forze dell’ordine. La norma prevede che il Questore possa disporre il divieto di accesso a specifiche aree urbane nei confronti di soggetti che siano stati denunciati o condannati (anche con sentenza non definitiva) negli ultimi cinque anni. La misura scatta per reati commessi in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ma anche per i delitti di lesioni a pubblico ufficiale (art. 583-quater c.p.) e danneggiamento aggravato (art. 635 c.p.). Il divieto può essere esteso anche ai luoghi in cui i reati sono stati materialmente commessi.
E’ inoltre previsto il potenziamento dei poteri di intervento preventivo per le Forze dell’ordine durante le manifestazioni pubbliche. La norma disciplina l'”accompagnamento presso uffici di pubblica sicurezza per prevenire condotte di pericolo in occasione di manifestazioni pubbliche“.
Secondo il testo le Forze di Polizia potranno accompagnare nei propri Uffici e trattenere, per il tempo strettamente necessario e, comunque, non oltre le 12 ore, le persone per le quali vi sia un “fondato motivo” di ritenere che possano mettere a rischio il pacifico svolgimento di un evento. Del trattenimento e dell’orario in cui è stato compiuto deve l’Autorità di Pubblica Sicurezza deve darne “immediata notizia al Pubblico Ministero”. La norma prevede che, se il Pubblico Ministero riconosce che non ricorrono le condizioni previste per l’accompagnamento e il trattenimento, ordina il rilascio della persona accompagnata.
Il Decreto introduce inoltre nuove fattispecie penali. Tra queste, il reato di “rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato“, punita con pene fino a venticinque anni di reclusione, e l’ampliamento della nozione di furto con destrezza, che ricomprende espressamente la sottrazione di telefoni cellulari, documenti di identità e strumenti di pagamento elettronici. È prevista anche la possibilità di arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento commessi durante manifestazioni pubbliche.
Il Decreto interviene anche sulla tutela legale del personale delle forze di polizia, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco, estendendo le garanzie nei procedimenti avviati in presen
