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Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri (ROS), sotto la direzione del Generale Vincenzo Molinese, e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidata dal Procuratore Giuseppe Borrelli ha arrestato 7 persone appartenenti alle cosche della ’ndrangheta calabrese. L’inchiesta ha colpito i vertici e i principali affiliati della cosca Commisso, la cui “casa madre” è a Siderno, nella Locride. I risultati dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa.

Tra i fermati Antonio Commisso, 46 anni, nipote dell’omonimo boss classe 1925, ritenuto uno degli elementi centrali del cosiddetto Siderno group, e Frank Albanese, 59 anni, emigrato da anni ad Albany, considerato il principale referente della cosca negli Stati Uniti.Sarebbe quest’ultimo ad aver svolto un ruolo di collegamento tra le cosche della ’ndrangheta operanti in Calabria e quelle attive all’estero, intervenendo anche per dirimere contrasti con altre ’ndrine della Locride, in particolare di Platì e Africo Nuovo. 

Il Sostituto Procuratore Giuseppe Lombardo, titolare dell’indagine, ha evidenziato come il ROS sia riuscito a ricostruire in modo dettagliato i contatti quotidiani tra Albanese e le articolazioni della ’ndrangheta in Calabria e nel resto del mondo. Le indagini hanno rivelato il forte radicamento sociale della cosca Commisso, capace di costruire una rete di relazioni tale da coinvolgere ampi strati della popolazione, diventando punto di riferimento anche per la risoluzione di controversie personali o per richieste di lavoro e favori. Un sistema che ha consentito al gruppo di esercitare un controllo diffuso sul territorio. L’operazione secondo il Procuratore conferma l’unitarietà della ’ndrangheta a livello globale. Detiene infatti, strutture di comando replicate all’estero, come già emerso in precedenti inchieste condotte anche in Toronto e nelle aree metropolitane circostanti, grazie anche alla collaborazione con l’Federal Bureau of Investigation.