il naufragio di Cutro – Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, un caicco proveniente dalla Turchia sovraccarico di migranti in fuga da conflitti e gravi crisi – almeno 180 secondo i testimoni – si spezza contro gli scogli e si frantuma nelle acque basse della spiaggia di Steccato di Cutro, nel Crotonese, in Calabria.
L’imbarcazione era alla ricerca di un approdo sicuro dopo giorni di traversata in una delle rotte migratorie più pericolose del Mediterraneo centrale. Il bollettino riporta i numeri della tragedia: almeno 94 morti di cui 34 bambini, molti i dispersi i cui corpi non sono mai stati ritrovati.
Lo ha ricordato Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, in occasione del tredicesimo anniversario dalla strage.
“Di quei giorni ricordiamo il dolore straziante di genitori, parenti, amici, dopo il riconoscimento dei propri cari, davanti alle bare ospitate nel palazzetto dello sport di Crotone nella camera ardente. In quel momento, dopo il naufragio di Cutro, l’abbraccio di Volontarie e Volontari della Croce Rossa Italiana fu per chi doveva affrontare la più triste delle prove: dare l’ultimo saluto a una persona amata e cercare di dare una spiegazione alla sua morte. Non fu facile dare loro sostegno in quel momento di grande dolore, accompagnarli in giorni tanto drammatici”.
“Nella giornata di oggi – continua Valastro– il grido di aiuto di chi fugge da conflitti e gravi crisi,, carestie, crisi socio-sanitarie è più forte che mai e non possiamo non ascoltarlo. Ci mette di fronte alla responsabilità collettiva di accogliere, dare conforto, speranza a chi soffre in terre lontane. Ci ricorda quanto sia fondamentale, davanti a donne, uomini, bambine e bambini che cercano un presente e un futuro migliori attraverso traversate difficili, fare tutto il possibile affinché il loro viaggio si concluda senza drammi“.
Valastro prosegue – “Il nostro faro deve essere uno e uno soltanto: l’Umanità. Solo ripartendo da qui, riconoscendo la Dignità di ognuno di questi esseri umani, delle loro storie, potremo rispondere con efficacia al fenomeno migratorio ed evitare che la ricerca di sicurezza e serenità si trasformino in dolore e morte”.
