Dopo che alcuni missili iraniani hanno raggiunto una base britannica a Cipro, si scusa cresce l’allerta nelle installazioni militari occidentali nel Mediterraneo. L’attenzione si concentra anche sull’Italia e come vedremo, c’è una Base USA anche in prossimità di una cittadina della Sicilia, Niscemi, giunta recentemente alla ribalta della cronaca a causa di un grave dissesto idrogeologico che ha determinato una frana molto estesa e distruttiva per molte abitazioni.
Ma l’attenzione resta alta sulle Basi strategiche come la Naval Support Activity Naples, la Aviano Air Base, la Naval Air Station di Sigonella e c’è molta attenzione sul sistema satellitare MUOS che si trova proprio vicino Niscemi e queste due ultime infrastrutture sono considerate strategiche per la NATO e per la United States Navy.
I favoriti un possibile attacco iraniano sono dovuti alle analisi militari, secondo le quali alcuni missili balistici iraniani avrebbero una gittata compresa tra i 2.000 e i 3.000 chilometri. Una distanza che, almeno teoricamente, potrebbe consentire di raggiungere parte dell’Europa meridionale, incluso il Sud Italia.
Gli esperti di difesa, tuttavia, sottolineano che un attacco diretto contro un Paese membro della NATO sarebbe estremamente improbabile. Un’azione di questo tipo attiverebbe infatti la risposta collettiva prevista dall’Alleanza Atlantica, con il coinvolgimento di tutti gli Stati membri.
Il MUOS (Mobile User Objective System) in particolare, istallato a Niscemi, è uno dei quattro terminali terrestri di un sistema globale di comunicazioni satellitari della Marina militare statunitense mentre gli altri tre sono in Australia, in Virginia e nelle Hawaii.
Il MUOS situato all’interno della NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) di Niscemi, in contrada Ulmo, fa parte della rete di telecomunicazioni satellitari UHF della Marina Militare USA. Comprende tre parabole da 18,4 metri e due antenne elicoidali alte 149 metri, operative per il controllo dei satelliti, attive dal 2016.
Lo Scopo e’ fornire comunicazioni globali sicure in banda UHF per le forze armate USA e NATO, supportando aerei, navi, sottomarini e truppe. La Base consente il collegamento in tempo reale tra Centri di Comando, droni, cacciabombardieri, Unità navali e truppe a terra, garantendo comunicazioni anche in ambienti difficili come fitte foreste.
Da tempo la Base è circondata da polemiche per la presenza di rischi sanitari e ambientali. La Base infatti per questo ultimi sorge all’interno della riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, un sito di interesse comunitario. Il movimento “No MUOS” contesta le installazioni a causa dei potenziali effetti delle radiofrequenze sulla salute (tumori, leucemie) e dell’impatto ambientale nella riserva naturale circostante.
L’installazione, infatti, è stata oggetto di lunghe battaglie legali e manifestazioni, focalizzate sui rischi per la popolazione locale e la vicinanza a centri abitati.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), tuttavia, la massima Autorità sanitaria dell’Italia, ha prodotto un significativo numero di relazioni che minimizzano i rischi immediati, sostenendo che le emissioni rientrano nei limiti di legge, sebbene tali conclusioni siano state contestate dai comitati locali.
Negli ultimi giorni è stata alzata l’attenzione attorno alle principali basi militari americane nel nostro Paese. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’Italia è pronta a fronteggiare possibili scenari di rischio legati alla crescente tensione internazionale.
Si registra un aumento del traffico di droni e aerei cargo militari, soprattutto nella base di Naval Air Station Sigonella in Sicilia, uno degli hub strategici degli Stati Uniti nel Mediterraneo.
Nel nostro Paese sono presenti diverse installazioni militari americane e NATO, tra cui:
• Aviano Air Base (Friuli-Venezia Giulia)
• Caserma Ederle a Vicenza
• Naval Support Activity Naples a Napoli
• Camp Darby tra Pisa e Livorno
• il sistema satellitare MUOS di Niscemi MUOS Ground Station
In totale si stima la presenza di circa 13.000 militari statunitensi in Italia.
Tuttavia, le Autorità precisano che non c’è un attacco imminente, ma il livello di sicurezza è stato rafforzato per prevenire eventuali minacce terroristiche o ritorsioni legate alle crisi internazionali.
