Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso


Si fa in fretta a dimenticare perché istintivamente ricordiamo le cose che ci fanno piacere e dimentichiamo quelle più spiacevoli, ma quel periodo è rimasto indelebile nella mente di ciascuno di noi, anche se oggi nessuno ne vuole più parlare.
Quel 9 marzo del 2020 ha cambiato la vita di tutti noi italiani, e non solo. In Italia ci furono 26 milioni di persone contagiate, 200 mila decessi, dei quali 78.000 solo nel 2020.
Le strade deserte, l’assordante silenzio delle città per la paura di un nemico invisibile il COVID-19 che ha diviso l’opinione pubblica tra coloro che hanno creduto nella scienza e coloro che l’hanno contestata con varie ipotesi. Chi avrà avuto ragione? In quel periodo la risposta fu che il tempo e la storia ci avrebbero rivelato la verità che a tutt’oggi, però , pecca di chiarezza, di trasparenza e di certezze e di conseguenza non è stato possibile cancellare il dubbio.
Da quel 9 marzo del 2020, sui silenzi delle strade, delle piazze, dei negozi, dei soliti luoghi di aggregazione sociale e collettiva e persino degli ospedali e dei vari luoghi di cura, si udirono solo le voci e i suoni dei balconi dei condomini di tutta Italia, e ci furono molti gesti di solidarietà, ma anche di separazioni forzate, di solitudine e di incertezza del proprio futuro, ma con una speranza che univa tutti : farcela insieme.
Da quei silenzi nacque un nuovo senso di comunità, debole, fragile, impaurita, ma profondamente umana della quale, oggi a distanza di 6 anni, sembra esserne persa ogni traccia. Nessuno in quei giorni avrebbe mai potuto e voluto immaginare che, a distanza di pochi anni, la paura del virus sarebbe stata sostituita dalla paura della guerra.