E’ lunga 225 metri, ha 30.000 tonnellate di stazza e fa parte della flotta che assiste lo sviluppo e le missioni spaziali della Repubblica Popolare Cinese.
Si tratta di un’autentica città navigante delle scienze spaziali e secondo fonti attendibili, ma non ancora confermate dalle Autorità di Teheran, potrebbe essere presente nello Stretto di Hormuz e si vocifera che potrebbe stazionare nelle acque antistanti il Golfo dell’Oman per supportare le Forze Armate iraniane.
Tuttavia la sua posizione attuale risulta essere il Porto di Shanghai.
Si chiama Liaowang-1 ed è una supernave tecnologica e fa parte della flotta che assiste lo svolgimento delle missioni spaziali della Cina. Ha una capacità di raccolta e di elaborazione dati che si misura in migliaia di petabyte. Un petabyte è pari a un milione di gigabyte e pertanto può ‘coprire’ con i suoi radar fino a 6.000 chilometri di distanza rilevando attività di missili, droni, Basi di lancio, elicotteri, aerei, portaerei.
La sua capacità di raccolta di dati mediante intelligence elettronica (Elint) e monitoraggio di lanci stranieri, consente lo spionaggio e il targeting di asset spaziali avversari, e in questo caso è evidentemente che potrebbe essere inviata in zona di guerra, per seguire e monitorare le attività in corso nella guerra fra USA-Israele e Iran.
Gli Stati Uniti ovviamente la vedrebbero, ma non potrebbero toccarla, potrebbero innescare l’entrata in guerra della Cina, cosa che avrebbe effetti sul conflitto in corso molto più devastanti di quelli attuali ed esito incerto.
In realtà, la vera attività della nave non è nota e quindi non si è in grado di sapere se e quante delle informazioni che l’unità riesce a raccogliere come una aspirapolvere, vengano davvero girate agli iraniani. Probabilmente la sua presenza nello Stretto sarebbe dedicata solo a scopi difensivi, per il monitoraggio dei lanci di missili e delle pause fra un’ondata e l’altra, mentre, probabilmente, informazioni più dettagliate come ad esempio le posizioni delle navi e delle portaerei, potrebbero non essere diffuse perché potrebbero essere considerate un atto di per sé ‘ostile’, scatenando una reazione, a quel punto legittima, contro la nave.
La Liaowang-1 non è sola perché, una volta in navigazione, usufruisce della scorta di un incrociatore e di un cacciatorpediniere della Marina Militare cinese, dal momento che sembrerebbe non essere dotata di armi a bordo.
Varata nel 2023, e’ gestita dalla Forza Aerospaziale (Asf) dell’Esercito Popolare cinese di Liberazione e ha completato le prove in mare tra il dicembre del 2024 e il mese di gennaio 2025 entrando in attività operativa nell’aprile 2025.
La Liaowang-1 ha capacità multi-missione, integrando funzioni di allerta precoce e di comando operazioni per la difesa aerospaziale. Utilizza le sue enormi cupole, radar e sensori, per scoprire e tracciare segnali elettromagnetici a migliaia di chilometri di distanza, essendo in grado di eliminare così qualsiasi elemento di sorpresa da parte delle Forze Armate statunitensi.
La nave cinese non è attualmente, e probabilmente non userà mai, coinvolta direttamente in operazioni militari, ma la sua presenza nella regione viene interpretata da molti analisti come un segnale geopolitico, perché da una parte testimonia l’attenzione di Pechino nel garantire la propria sicurezza delle rotte energetiche, e dall’altra parte evidenzia l’influenza cinese nelle dinamiche del Medioriente.
Non bisogna mai dimenticare del resto che, attraverso lo Stretto di Hormuz, transita il 70, 80% delle navi mercantili adibite al trasporto di petrolio e di gas naturale liquefatto proveniente dal Qatar e diretto in Cina che è il paese maggiore importatore al mondo.
