Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

La notizia delle limitazioni si è diffusa dopo che Air Bp Italia, uno dei principali fornitori, ha emesso un “Notam” – un bollettino aeronautico rivolto alle Compagnie aeree – in cui ha informato gli operatori interessati che per i prossimi giorni nei quattro aeroporti ci saranno delle limitazioni per il carburante. Le restrizioni, si legge, attualmente dureranno fino al 9 aprile. Nel bollettino non ci sono riferimenti espliciti a quanto sta avvenendo nel Golfo Persico.

La situazione più critica e sotto osservazione si registra in quattro scali italiani:
– Aeroporto di Milano Linate
– Aeroporto di Venezia “Marco Polo”
– Aeroporto di Treviso “Antonio Canova”
– Aeroporto di Bologna “Guglielmo Marconi”

A causa della riduzione delle forniture di carburante, sono state introdotte limitazioni temporanee al rifornimento degli aerei.

Priorità garantita ai:
– voli sanitari
– voli di Stato
– tratte lunghe superiori a 3 ore

Le compagnie aeree che arrivano e partono da questi Aeroporti sono state invitate a rifornirsi altrove, con il rischio di ripercussioni sull’operatività dei voli in partenza da questi scali.

Per i voli da e per altri Scali il carburante è contingentato con invito alle Compagnie di rifornirsi altrove prima di atterrare (soprattutto a Venezia).

La Ryanair, ad esempio, ha annunciato che al momento i fornitori di carburante hanno scorte fino a metà/fine maggio

La situazione è in evoluzione e dipende anche dalla crisi internazionale. Secondo quanto dichiarato dal Presidente di ENAV, Pierluigi Palma, intervistato dall’Ansa – “le difficoltà in alcuni scali per l’approvvigionamento di carburante sono legate al periodo pasquale di traffico intenso e non al blocco dello Stretto di Hormuz. Si tratta di due situazioni diverse che non collegherei” – ma ha aggiunto – “ovviamente se il conflitto e il blocco dello stretto continuerà, ci saranno delle conseguenze ma al momento vedo le diplomazie al lavoro per riaprire i traffici navali e le forniture”.