Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Disattendendo l’accordo, seppure fragile tra USA, Iran e Israele, l’esercito di Tel Aviv (Idf) ha sferrato l’attacco piu’ violento e sanguinoso dall’inizio della guerra ad oggi, facendo, a quanto si apprende, oltre 200 vittime e più di 800 feriti tra la popolazione civile del Libano.

Il mezzo colpito è un Lince, veicolo tattico leggero multiruolo dell’Esercito italiano. I colpi, sparati dall’esercito israeliano come avvertimento, hanno interessato pneumatici e paraurti. Per fortuna nessuno dei militari è rimasto ferito.
Ma questa volta non si tratta di un razzo di origine incerta, di detriti intercettati caduti nel posto sbagliato, o del fuoco incrociato tra Idf e Hezbollah che trova nel mezzo i Caschi blu dell’ONU.

Alla Farnesina è stato convocato l’Ambasciatore israeliano in Italia. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal question time alla Camera, ha scelto il tono della fermezza – “I soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani. Purtroppo l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C’è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano“.

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha rilasciato la seguente dichiarazione .

Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di UNIFIL in Libano meridionale. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento esplosi dalle IDF a circa due chilometri dalla base di partenza.

A seguito dell’episodio, la colonna ha immediatamente interrotto il movimento e ha fatto rientro in base. Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano. Il personale di UNIFIL opera in Libano in attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, per contribuire alla sicurezza e alla de-escalation.

La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’ONU non puó essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione. Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale UNIFIL, e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu. L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di UNIFIL e la tutela dei propri militari. Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi”.