Donald Trump ha perso in maniera rilevante sia al Senato che alla Camera senza appello e al di sopra delle attese che vedevano una sconfitta scontata solo al Senato. Tra le prebende e le rassicurazione all’Europa il vero volto del tycoon è uscito allo scoperto. Negli States il vento di destra si è smorzato anche a causa delle contrapposizioni tra i repubblicani mentre in Europa imperversa impunemente senza fine per la debolezza dei contendenti. Il caso più pionieristico è la Francia dove l’ennesima candidatura di Marie Le Pen questa volta non va più sottovalutata e poi non ci scordiamo la Germania, la Spagna e la Polonia.
In Italia nonostante le promesse disattese della Meloni e un referendum gestito in maniera masochista ancora non è detta l’ultima per il suo destino 2027. Pensioni a 64 anni, prive di senso, come la riforma decantata della quota 100 per il superamento della Legge Fornero dal Segretario commissariato della Lega, Matteo Salvini, oltre alla cancellazione definitiva delle accise che si è spenta nei torridi mesi estivi con timidi ristori, il blocco degli aumenti dei carburanti, l’inflazione alle stelle proporzionale con il minimo aumento degli stipendi degli statali e delle Forze dell’ordine che il Governo decantava di proteggere.
Sulla sicurezza è meglio tacere: provvedimenti a fiume e leggi che non servono se non riescono ad essere applicate. Sulla sanità ahimè nuovi tagli e le regioni italiane che hanno avuto l’aumento dell’imposta Irpef si sono ritrovati con una doppia mannaia fiscale sulle proprie spalle. Una sequenza di scelte a dir poco scellerate che comunque non mettono in dubbio ancora la leadership di una donna che, dopo essere stato sbeffeggiata dal magnate americano, con la sua tempra è riuscita a forviare la realtà smantellando la nuova destra che avanzava e riportandola al suo posto. I
ll miracolo Vannacci, come il contenitore Lega, sta tornando ai suoi livelli di percentuale in meno tempo di quanto abbia retto il trattorista Salvini. Dall’altra parte solo un personaggio con sagacia e onestà intellettuale si differenzia ed è Carlo Calenda, alla finestra in attesa di capire quale politica può essere appoggiata per un futuro dell’Italia. Intanto ahimè i cittadini sono gli unici a perdere, sia dal punto di vista economico che il desiderio di andare a votare, e credere che il proprio voto possa servire a cambiare la propria situazione. Per riavvicinare il popolo all’elettorato attivo serve altro e i giovani lo stanno dimostrando.
Manifestare per i propri ideali è un nostro diritto ma soprattutto è un nostro dovere, non dimentichiamolo.

Francesco Petrelli
Francesco Petrelli è giornalista pubblicista, blogger e membro del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria
