A un mese dall’avvio dei lavori del Comitato Strategico, promosso dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, è stato presentato, presso lo Stato Maggiore della Difesa, il nuovo modello di riorganizzazione delle Forze Armate, che costituirà la base del disegno di legge di revisione dello strumento militare.
Alla riunione conclusiva hanno partecipato i Sottosegretari alla Difesa, Onorevole Matteo Perego di Cremnago, la Senatrice Isabella Rauti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa con i vertici dello Stato Maggiore della Difesa, i Capo di Stato Maggiore delle singole Forze Armate, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, nonché i rappresentanti del Segretariato Generale della Difesa e della Direzione Nazionale degli Armamenti.
La proposta recepisce l’indirizzo iniziale delineato dal Ministro: una riforma complessiva e strutturale, di natura tecnica e operativa, volta ad adeguare lo strumento militare al mutato contesto geopolitico, rafforzandone capacità, resilienza ed efficacia nel lungo periodo.
“Il disegno di legge non risponde alle esigenze di un Ministro pro tempore, ma definisce lo strumento militare di cui il Paese avrà bisogno nei prossimi vent’anni”- ha dichiarato Crosetto, confermando che – “saranno gli uomini e le donne delle Forze Armate a illustrarne contenuti e prospettive in Parlamento”.
Il percorso del nuovo modello di riorganizzazione delle Forze Armate ha coinvolto i vertici operativi e amministrativi della Difesa con l’obiettivo di potenziare le capacità operative, semplificare i processi decisionali e ottimizzare l’impiego delle risorse, nel quadro degli impegni internazionali assunti dall’Italia.
Si apre ora la fase di traduzione normativa delle proposte elaborate dal Comitato, che sarà condotta in un quadro di piena collaborazione istituzionale. Non a caso, il 20 gennaio u.s., il Ministro della Difesa, Onorevole Guido Crosetto, ha inviato il seguente messaggio ufficiale al Presidente della Repubblica, che oltre ad aver ricoperto nella sua lunga carriera politica istituzionale l’incarico di Ministro della Difesa, oggi, in qualità di Capo dello Stato, come prevede l’articolo 87 della nostra Costituzione, è il Comandante Supremo delle Forze Armate: «Auspico – scrive il Ministro della Difesa – la massima condivisione e un confronto costante tra tutte le componenti istituzionale e operative, nella convinzione che solo attraverso il dialogo di possa costruire un progetto solido e condiviso».
“Il lavoro – spiega Crosetto – si concentrerà su capacità operative, semplificazione delle procedure e organizzazione del personale, includendo ambiti come le Forze della Riserva e la cybersecurity, elementi essenziali per rafforzare la resilienza e la protezione operativa del sistema difensivo nazionale”.
ESERCITO ITALIANO
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, in un recente discorso ha affermato: “La consegna all’Esercito (@esercito.it) dei sistemi di difesa controaerei SAMP-T NG e GRIFO rappresenta un significativo salto in avanti nello scenario della sicurezza, che nell’epoca attuale non può essere considerata scontata, ma richiede cooperazione, addestramento e prontezza operativa. Queste capacità, frutto di un lavoro attento e costante e di sinergie consolidate con l’industria della Difesa e con i Paesi Alleati, confermano la necessità di saper governare non solo risposte efficaci alle minacce attuali, ma soprattutto la capacità di individuare le domande giuste per affrontare le sfide future. Siamo orgogliosi dello sforzo compiuto dalla Nazione per garantire all’Esercito queste capacità fondamentali per i nuovi compiti di difesa e deterrenza, per la protezione delle forze e per il bene supremo della sicurezza dei cittadini e del futuro del Paese”.
L’ammodernamento dell’Esercito Italiano si concentra sulla digitalizzazione, sull’incremento della potenza di fuoco a lungo raggio e sul rinnovamento delle piattaforme blindate per rispondere agli scenari ad alta intensità. I capisaldi del nuovo modello includerebbero l’aggiornamento dei carri Ariete C2, i nuovi sistemi di difesa aerea, i droni e l’adozione dell’intelligenza artificiale, il tutto sostenuto da fondi pluriennali.
L’ammodernamento di 125 carri armati Ariete allo standard C2 (AMV) servirà a garantire una maggiore protezione, ma anche a facilitare la mobilità e la capacità di ingaggio. Qu
Per quanto riguarda l’artiglieria e la difesa aerea, l’Esercito Italiano mira al potenziamento della capacità di fuoco di precisione a lungo raggio, inclusi sistemi missilistici NLOS (No Line Of Sight) con gittata fino a 90 km. L’Innovazione Tecnologica prevederebbe una sempre maggiore Integrazione di droni (UAV) e dell’intelligenza artificiale per il controllo del campo di battaglia.
Sarebbero compresi dai piani di ammodernamento anche i programmi per nuovi veicoli tattici fuoristrada, per i quad, le motoslitte e l’e-motorbike, con un piano di sviluppo previsto sino al 2034.
L’intero piano di rafforzamento della forza armata sarebbe sostenuto dal fondo pluriennale per l’ammodernamento istituito per consentire un rapido allineamento agli obiettivi indicati dalla NATO.
L’obiettivo è trasformare l’Esercito in una forza capace di operare in teatri ad alta minaccia e alla guerra ibrida.
MARINA MILITARE
Per quanto riguarda l’ammodernamento del modello di difesa della Marina Militare Italiana nel periodo 2024-2030, c’è un importante progetto orientato verso la creazione di una flotta ipertecnologica, interconnessa e modulare, capace di operare nel contesto del “Mediterraneo allargato” e di proteggere le infrastrutture critiche sottomarine.
Il piano strategico mirerebbe a elevare le capacità di proiezione di potenza, sorveglianza e sicurezza, con importanti acquisizioni nel settore delle Unità di prima e seconda linea, come sottomarini e sistemi di attacco e difesa senza pilota.
In particolare la Marina Militare italiana continua l’acquisizione dei PPA (con sette Unità previste entro il 2026-2027, e lancia il programma PPX (Offshore Patrol Vessels) per la vigilanza marittima, con otto vascelli in progressiva realizzazione.
Il programma di ammodernamento e potenziamento della flotta comprenderà anche la realizzazione di quattro nuovi sottomarini U212 NFS, dotati di tecnologie avanzate per la sorveglianza ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) e operazioni speciali.
Ma ci sono novità anche per leUnità Anfibie che prevedono la sostituzione delle navi di classe “San Giorgio” con tre nuove Unità anfibie di maggiore modularità e l’acquisizione di nuove Unità per il soccorso sottomarino, recupero materiali inquinanti, unità idroceanografiche (Ognm e Niok) e di due nuove navi spia (AGS).
Farebbe parte integrante del piano di investimenti per il potenziamento della flotta l’uso combinato di Nave “Cavour” e la nuova nave LHA “Trieste“, entrata in servizio nel 2024-2025, con a bordo i caccia F-35B e che comprende anche la prospettiva a lungo termine di una nuova Unità Portaerei a propulsione nucleare.
Il Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2025-2027 conferma chiaramente l’intenzione di perseguire questi programmi, consolidando la partnership con l’industria nazionale (Fincantieri, Leonardo, Elt Group) per il mantenimento del vantaggio tecnologico.
AERONAUTICA MILITARE
L’ammodernamento del modello di difesa dell’Aeronautica Militare italiana è rivolto alla transizione verso una Forza Aerospaziale di quinta e sesta generazione, caratterizzata da alta tecnologia, una maggiore capacità di proiezione del potere aereo e una forte integrazione nei contesti multinazionali.
I principali elementi dell’ammodernamento includono il Global Combat Air Programme (GCAP), ovvero il progetto di punta per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di sesta generazione, in collaborazione con Regno Unito e Giappone, destinato a sostituire gli Eurofighter Typhoon a partire dal 2035. Il programma prevede un forte coinvolgimento dell’industria nazionale (Leonardo) e si basa su un’architettura cloud interconnessa.
Ma un altro aspetto del potenziamento della forza armata previsto dal Documento di programma pluriennale prevederebbe anche il consolidamento di F-35 Lightning II con l’acquisizione di ulteriori quindici F-35A e 5 F-35B, oltre ad altri 5 F-35B per la Marina (per un totale di 25 nuovi velivoli previsti nel DPP 2024-2026), rafforzando la componente stealth. L’Italia si sta confermando un polo di addestramento globale per gli F-35 con Base in Sicilia. È, inoltre, sarebbe prevista anche l’acquisizione di 24 nuovi aerei Eurofighter per mantenere elevata la capacità di difesa aerea.
Il programma pluriennale SMD 32/2025 mira all’ammodernamento e al potenziamento della capacità nazionale di difesa aerea e missilistica integrata.
Sempre per l’Aeronautica sarebbe prevista la modernizzazione dei Radar e delle Infrastrutture: ENAV, infatti, sta guidando l’ammodernamento dei sistemi di sorveglianza radar in sei basi dell’Aeronautica Militare.
Nel 2025, inoltre, sono stati consegnati i primi Gulfstream G550 per il trasporto a lungo raggio/medico al 31° Stormo e l’Aeronautica punta anche al “responsive space” e allo sviluppo di satelliti per le telecomunicazioni.
Questi investimenti destinati al potenziamento dell’Arma Azzurra, sono inseriti nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP) della Difesa 2024-2026, con un aumento delle risorse destinato a sostenere la complessità tecnologica accelerata dal contesto geopolitico.
ARMA DEI CARABINIERI
Il potenziamento dell’Arma dei Carabinieri nel 2026 si concentre sull’innovazione tecnologica, la sicurezza delle infrastrutture e l’addestramento specializzato. Iniziative chiave includono il potenziamento dei data center, l’incremento dell’organico per la tutela ambientale, e nuove sinergie per l’addestramento al tiro, oltre al miglioramento delle infrastrutture per l’ordine pubblico.
Sono in atto interventi mirati per potenziare gli apparati dei Data Center dell’Arma e per le migliorie infrastrutturali, come i lavori al Centro Carabinieri Tevere, oltre che per la sicurezza e per il soccorso. È attivo un programma ministeriale per il potenziamento infrastrutturale, che include lavori di miglioramento logistico e di sicurezza presso diverse sedi dell’Arma.
È stata avviata una collaborazione sperimentale con l’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS) per potenziare l’addestramento al tiro del personale, con l’utilizzo dei poligoni TSN.
Il Comando per la tutela dell’ambiente beneficia di un potenziamento di 229 unità. La Scuola allievi di Campobasso è stata potenziata, con previsioni di crescita a circa 400 unità. Per il 2026 sono già attivi i concorsi per 42 Ufficiali del Ruolo Normale e si attendono i nuovi bandi per circa 626 Allievi Marescialli (15° corso triennale). Il Governo, inoltre, ha discusso una proposta strategica per il 2026 che prevede l’inserimento di circa 12.000 carabinieri ausiliari per potenziare ulteriormente la sicurezza nazionale.
Recentemente è stata chiarita la possibilità di porto d’armi fuori servizio per gli agenti di pubblica sicurezza, inclusi i Carabinieri, in linea con i decreti sicurezza 2025-2026.
L’Arma ha recentemente introdotto veicoli ad alte prestazioni come la Maserati MC20 (denominata McPura) e l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, destinate principalmente a compiti operativi urgenti, come il trasporto di organi e sangue.
POTENZIAMENTO DEGLI ARMAMENTI DELLE 4 FF.AA
Un aspetto molto importante del nuovo modello di difesa, è rappresentato anche dal potenziamento degli armamenti a disposizione delle quattro forze armate e a questo proposito il programma GCAP (Global Combat Air Programme) è un esempio di cooperazione avanzata e virtuosa: un’iniziativa che si distingue per il modello innovativo di governance, per la natura paritetica della partnership industriale e per il pieno coinvolgimento dell’industria nazionale. Si tratta, dunque, di un progetto strategico non solo per le sue ricadute tecnologiche e operative, ma anche per la scelta lungimirante di estendere la cooperazione alla crescente centralità della regione Indo-Pacifica sul piano militare e strategico.
IL FUTURO DELLA DIFESA E I VALORI FONDAMENTALI CHE LO GUIDANO
Il futuro della Difesa non si gioca esclusivamente sulla capacità di deterrenza, ma anche sulla capacità diplomatica e strategica di rafforzare le alleanze. In un contesto mondiale sempre più incerto, complesso e pericoloso, sara’ necessario lavorare con determinazione e visione, per mantenere la pace che non è mai scontata e che, tanto più oggi, richiede impegno e responsabilità.
Un aspetto importante e conclusivo al termine di questa lunga disamina delle strategie di potenziamento delle capacità operative di difesa e combattimento da parte delle nostre quattro Forze Armate, non può non tener conto anche della necessità di ribadire ciò che sta alla base della efficienza della Difesa e che sono i valori a cui si è richiamato anche più di una volta lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. I valori su cui poggia il popolo italiano sono quelli su cui giurano gli uomini e le donne in divisa quando iniziano la propria carriera in ciascuna delle quattro Forze Armate, ma sono anche i valori che dovrebbero essere riferimenti irrinunciabili per tutti gli uomini e le donne del nostro Paese.
L’ammodernamento delle Forze Armate è indubbiamente essenziale per affrontare le nuove sfide contemporanee, ma questo processo deve essere intrapreso con una ferma adesione ai valori fondamentali di rigorosa fedeltà alle Istituzioni, di giustizia, di libertà e di rispetto incondizionato dei diritti umani.
Le tecnologie avanzate e le strategie innovative possono certamente e necessariamente rendere le nostre Forze più efficaci, ma senza la base comune di un solido fondamento etico e morale, si rischia di smarrire la vera essenza del loro operato. Solo riuscendo ad armonizzare l’innovazione con i valori, si può garantire che una rinnovata potenza militare non sia solo un mezzo di difesa, ma un simbolo di responsabilità e di integrità per la nostra società.
