TRUMP: “LA GUIDA SUPREMA DELL’IRAN ALI’ KHAMENEI E’ MORTO”.
Giallo sulla sorte del leader iraniano l’Ayatollah Khamenei che, secondo fonti israeliane, ma anche secondo quanto dichiarato da Donald Trump, sarebbe rimasto vittima di uno degli attacchi. Ma secondo fonti governative iraniane sarebbe possibile e anzi ci sarebbe attesa per una sua possibile apparizione in TV per un discorso alla nazione. La residenza dell’Ayatollah è completamente distrutta e il New York Times sottolinea come da immagini satellitari emergano danni importanti al compound di Khamenei a Teheran e come risulti il crollo di alcune strutture all’interno del complesso. In precedenza peroò una fonte iraniana precisava che Khamenei non è a Teheran e si dovrebbe trovare “in una località sicura”.
E’ chiuso lo Stretto di Hormuz ritenendolo non più sicuro. Infatti, le vere armi di rappresaglia per il regime, soprattutto pensando a una contrapposizione di lungo termine, sono quelle economiche legate al commercio e al passaggio delle navi, e quindi delle merci, nei due punti chiave dell’intera area: il Mar Rosso (e quindi il Canale di Suez) e lo Stretto di Hormuz.Tutte e due le minacce, ovviamente connesse tra loro e nel contesto più ampio di un conflitto che riaccende ancora una volta la tensione geopolitica, avranno una prima conseguenza già lunedì alla riapertura dei mercati. Primo indiziato a subire il contraccolpo è il prezzo del petrolio,
Dranmatico il bilancio provvisorio degli attacchi che secondo la Mezzaluna Rossa è di 201 morti e oltre 747 feriti. Distrutto un ospedale che ospitava 85 studentesse rimaste uccise.
L’obiettivo dei raid condotti da Israele e Stati Uniti è “creare tutte le condizioni per la caduta del regime iraniano” – spiega un funzionario israeliano. Si aggiunge, inoltre, che – “l’obiettivo è l’intera leadership iraniana – politica e militare – passata, presente e futura. Gli sviluppi dipenderanno anche dalla misura in cui il popolo iraniano si ribellerà“.
Ci sono timori da parte della comunità internazionale anche per la reazione degli Stati confinanti filo iraniani e soprattutto per come decideranno di reagire gli appartenenti a Hezbollah.
In Italia alle 19, convocato da Meloni il Consiglio dei Ministri per valutare quanto sta accadendo in Medioriente.
A New York alle 22:00, ora italiana, convocato anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
