Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

La vera crisi non è il petrolio. È continuare a pensare la mobilità con modelli del passato. Ogni volta che il Medio Oriente torna sotto tensione, il prezzo del petrolio sale. E ogni volta facciamo finta di sorprenderci.

Ma il vero problema non è il costo del carburante.Il vero problema è continuare a costruire modelli di mobilità ancora troppo esposti a questa volatilità.

Dipendere dal petrolio oggi significa dipendere dall’incertezza.E per i territori medio-piccoli questo rischio è ancora più forte.

Per anni abbiamo raccontato la shared mobility come un tema da metropoli: grandi volumi, grandi investimenti, grandi città.

Secondo me è esattamente qui che il mercato sta sbagliando lettura.

La crisi energetica non rende questi modelli meno urgenti fuori dalle grandi città.

Li rende ancora più necessari.

Oggi la domanda non è più se portare nuovi modelli di mobilità nei territori.

La vera domanda è: quanto ci costa non farlo?

Nel 2025 circa il 41% dell’elettricità in Italia proviene già da fonti rinnovabili.

Tradotto: quasi metà dell’energia disponibile è già meno esposta alla logica del petrolio.

Questo cambia radicalmente il quadro economico.

La mobilità elettrica non è più soltanto una scelta ambientale o reputazionale.

Sta diventando una scelta di resilienza industriale e territoriale.

Ma attenzione: comprare mezzi elettrici non è una strategia.

Il nodo resta il modello operativo.

Nei territori meno densi servono sistemi capaci di:

– aumentare il tasso di utilizzo delle flotte

– ridurre il time-to-market dei servizi

– integrare noleggio breve, fleet sharing e mobilità corporate

– adattarsi a comuni, aree periurbane e imprese

È esattamente qui che approcci industriali come quelli sviluppati da B2-Ride by Pikyrent e piattaforme operative come B2-Ride iniziano a diventare non una semplice alternativa, ma una risposta concreta al problema.

Perché il punto non è elettrificare.Il punto è rendere economicamente sostenibile la mobilità nei territori.

La mia posizione è semplice: nei prossimi 24 mesi, i modelli che sapranno uscire dalle metropoli saranno quelli che definiranno davvero il mercato.Se il vero tema è costruire modelli sostenibili anche nei territori meno densi, qui trovi un approfondimento su come la tecnologia può accelerare l’attivazione del servizio:https://lnkd.in/dBRP_fCU.

Il vero rischio oggi è il costo dell’energia… o la lentezza con cui stiamo ripensando i modelli di mobilità?