Mattarella: “il passato non è mai morto, non è neanche passato…non svanisce, ma vive nelle conseguenze che ha prodotto…ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”
“Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva –una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona.
Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese.
Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo” – ha ribadito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il 25 aprile a San Severino Marche.
“Eminenti figure – ha ricordato Mattarella – ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia. Il sottotenente dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, che operò, in quegli anni, a San Benedetto del Tronto e a Porto D’Ascoli. Un eroe della Repubblica. Enrico Mattei, protagonista dell’indipendenza economica e dello sviluppo nel dopoguerra della nuova Italia. La sua scelta avvenne proprio qui vicino, a Matelica, per entrare a far parte, successivamente, del Comando del Corpo Volontari della Libertà e, in questa qualità, sfilare, insieme ad altri comandanti, alla testa dei partigiani vittoriosi il 5 maggio 1945 a Milano. E nelle Marche, nell’entroterra maceratese, ebbe modo di operare Sandro Pertini, settimo presidente della nostra Repubblica, dopo la fuga dal carcere di Regina Coeli di Roma – compiuta insieme a Giuseppe Saragat, quinto presidente della Repubblica”.
“Lo scrittore statunitense, William Faulkner – Premio Nobel per la letteratura nel 1949 – ammoniva, nel suo Requiem per una monaca? che “il passato non è mai morto, non è neanche passato, Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!“ – ha ribadito nel suo intervento Sergio Mattarella
La pace: “Fu per rispondere a questo accorato appello che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno tanto più indispensabile ora” – ha sottolineato il Presidente della Repubblica.
Di seguito la cerimonia questa mattina al Sacello del Milite Ignoto a Roma.
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