Da quando è iniziata la guerra con l’Iran, gli Stati Uniti hanno usato migliaia di missili, esaurendo parte degli arsenali missilistici costruiti negli anni, scrive oggi il New York Times, citando alcuni report riservati del Dipartimento della Difesa ma, soprattutto, confermate da fonti del Congresso,
Il N.Y.Times sottolinea, inoltre, come l’esaurimento degli arsenali stia mettendo a rischio la prontezza di rispondere ad altri eventuali conflitti, visto che in queste settimane sono stati spostati missili e bombe da basi in Asia e in Europa verso il Medio Oriente, lasciando gli Stati Uniti sguarniti su altri potenziali fronti bellici.
Secondo le stime citate dal New York Times, gli Usa hanno lanciato 1100 missili Cruise Stealth a lungo raggio, costruiti per un conflitto con la Cina; oltre mille Tomahawk, un numero quasi 10 volte superiore a quello del numero di missili da crociera subsonici a lungo raggio che acquista ogni anno; 1200 missili intercettori Patriot, ognuno dal costo di oltre 4 milioni di dollari; 1000 missili di precisione e missili terrestri Atacms. Scrive ancora il New York Times, l’Amministrazione Trump sta, infatti, cercando di velocizzare la produzione bellica e riempire di nuovo gli arsenali.
Secondo alcune stime di gruppi indipendenti, gli Stati Uniti finora nella guerra hanno ‘bruciato’ tra i 28 e i 35 miliardi di dollari, poco meno di un miliardo al giorno. Fonti della Difesa hanno detto a esponenti del Congresso che solo nei primi due giorni di bombardamenti sono state usate munizioni per 5,6 miliardi di dollari. Il Pentagono non ha reso noto quante munizioni ha usato nei 38 giorni precedenti alla dichiarazione del cessate il fuoco il 7 aprile, dicendo solo di aver colpito oltre 13mila target.
Con l’attuale tasso di produzione, comunque, ci vorranno anni per ricostruire quello che gli USA hanno utilizzato per il conflitto in Iran.
