Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

La TV del servizio pubblico, dopo aver perso la corsa per l’acquisto dei diritti  sulle ATP Finals, acquisite  da Mediaset, e dopo l’eliminazione della Nazionale italiana dai  Mondiali di calcio, incassa la sconfitta anche per l’83 edizione degli Internazionali d’Italia di tennis che si svolgeranno a Roma dal 6 al 17 maggio 2026. Le partite saranno  trasmesse in esclusiva da Sky Sport, senza cedere i diritti in chiaro né alla Rai né a Mediaset, spinti dal  rinnovato e crescente  interesse del pubblico italiano per il tennis soprattutto per merito del numero 1 al mondo, Jannik Sinner. 

Sky ha affidato la copertura in chiaro, come ha già fatto in passato, al proprio canale TV8 su cui verrà trasmessa una partita al giorno del torneo maschile in diretta gratuita, fino alla finale del 17 maggio. Le decisioni dei vertici Sky permetteranno di attrarre il pubblico degli abbonati e quello del pubblico generalista, senza lasciare spazi di manovra alle concorrenti.

Lo scorso anno, invece, la Rai potuto aveva usufruire di un accordo per la trasmissione in chiaro di una partita al giorno del torneo maschile di Roma

Del resto i numeri del 2025 parlano chiaro: la finale degli Internazionali tra Sinner e Alcaraz, andata in onda su Rai 1 domenica 18 maggio 2025, fu seguita da quasi 5 milioni di spettatori con uno share del 37.7%, un eccellente risultato, a dimostrazione di quanto il tennis, aiutato dalla performance di Sinner in particolare, sia ormai un asset strategico e irrinunciabile.

Stessa sorte è toccata a Mediaset che quest’anno aveva provato a inserirsi nella partita dei diritti in chiaro, sull’onda del successo ottenuto con le ATP Finals, ma il tentativo è fallito anche per la TV privata. Sky ha fatto la scelta di correre in solitaria, dal momento che con TV8 dispone già di un canale ben attrezzato per attrarre  il pubblico che non ha un abbonamento a pagamento. 

Intanto, la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio ha privato la Rete del servizio pubblico di uno degli appuntamenti potenzialmente più seguiti dagli italiani e bisogna sottolineare che lo sport, soprattutto in questi ultimi tempi, attira gli ascolti piuttosto di altri contenuti e perdere diritti su eventi di portata mondiale vuol dire inequivocabilmente lasciare spazi preziosi alla concorrenza.