Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Nucleare o rinnovabili: dobbiamo davvero scegliere una sola strada?

In Italia il dibattito sul ritorno al nucleare è riaperto. È giusto parlarne senza slogan: è una fonte a basse emissioni e programmabile, che nel lungo periodo può contribuire a ridurre il ricorso ai combustibili fossili.

Ma il nucleare non risponde all’urgenza di oggi.

Anche avviando ora un percorso concreto, servirebbero norme, autorizzazioni, siti, competenze, cantieri e controlli di sicurezza. Il PNIEC colloca un possibile contributo della fissione “a partire dal 2035” e ipotizza 8 GW al 2050, circa l’11% della domanda elettrica nazionale. Per un impatto significativo sul sistema italiano, parliamo quindi degli anni Quaranta.

Nel frattempo, l’Italia acquista dall’estero energia e combustibili fossili, soprattutto gas. Una dipendenza che espone famiglie e imprese ai prezzi internazionali e alle crisi geopolitiche.

Le rinnovabili, invece, possono dare risultati molto più rapidamente.

Possiamo installare fotovoltaico sui tetti di aziende, capannoni, condomini, case, parcheggi ed edifici pubblici. Senza consumare nuovo suolo. Secondo ENEA, il fotovoltaico su circa il 30% della superficie dei tetti residenziali italiani potrebbe soddisfare l’intero fabbisogno elettrico del settore abitativo.

E poi c’è il Sud: una risorsa solare straordinaria, che può diventare sviluppo, occupazione e maggiore autonomia energetica.

Lo stesso vale per l’eolico. Non significa riempire ogni collina di grandi pale: esistono impianti di taglia diversa e aree produttive o industriali dove, quando vento e autorizzazioni lo consentono, si può produrre energia limitando l’impatto sul paesaggio.

Più energia rinnovabile prodotta localmente significa meno dipendenza dai combustibili importati, più lavoro per imprese e installatori, più opportunità per famiglie e comunità energetiche. Una parte maggiore del valore può restare nei territori italiani.

Il nucleare può essere una discussione seria sul futuro. Il fotovoltaico e l’eolico sono decisioni possibili nel presente.

Più pannelli solari installeremo oggi, insieme a reti e accumuli adeguati, meno dovremo ricorrere alle fonti fossili più costose quando il sole produce. Ed è anche così che si riduce la pressione sul prezzo dell’elettricità.

Vogliamo attendere il futuro, o iniziare subito a utilizzare il sole e il vento che l’Italia possiede già?