Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Non credo proprio che si assisterà ad una rottura delle relazioni tra Italia e USA, per una svariata serie di ragioni che vanno oltre le parole e le ripicche. L’Italia ha bisogno degli Stati Uniti e credo di non dire un’eresia se aggiungo che gli Stati Uniti hanno avuto e hanno storicamente bisogno dell’Italia.

Quanto accaduto, tuttavia, riporta l’attenzione anche sul ruolo dell’Unione Europea nella politica internazionale e sulla sua storica dipendenza militare e commerciale dalla prima potenza mondiale. Certamente, sarebbe non soltanto militarmente, ma anche politicamente corretto che l’Europa non dipendesse più dagli Stati Uniti. Ma questa circostanza per la quale le vicende e i tempi recenti ci dovrebbero indurre a valutarne la necessità, secondo quanto sostengono gli esperti, non può avvenire dall’oggi al domani e non potrebbe avvenire senza comportare costi enormi. Inoltre, c’è da riflettere sul fatto che l’eventuale soluzione per una maggiore autonomia dipenderà, più che altro, dall’orizzonte temporale.

Oggi  l’Europa non è affatto pronta a sostituire completamente i supporti offerti al Vecchio Continente dagli Stati Uniti. Gli USA, infatti,  forniscono agli alleati europei, proprio tramite la NATO, le capacità che pochi Paesi possiedono in quantità sufficienti. Basti pensare alla capacità americana di deterrenza nucleare strategica, di trasporto aereo e navale su larga scala, di satelliti e intelligence globale, di difesa antimissile, di rifornimento in volo e di coordinamento operativo delle Firze alleate.

Tutto questo anche se Francia, Regno Unito, Germania, Polonia e Italia, dispongono di Forze Armate preparate e bene addestrate, ma tra di essi, nessuno da solo può sostituire il ruolo globale svolto dagli Stati Uniti d’America, perché è stato più comodo, negli anni passati, adagiarsi su questa soluzione, commettendo l’errore, però, di non immaginare che questa sinergia si sarebbe potuta interrompere o perlomeno le condizioni che la sostenevano sarebbero potute cambiare, soprattutto dopo la caduta del Muro di Berlino.

Probabilmente, se ci fosse una forte volontà politica, credo che nel giro di quindici anni l’Unione Europea potrebbe in qualche modo rendersi completamente indipendente dall’influenza americana.

L’Europa ha circa 450 milioni di abitanti, un PIL complessivo comparabile o superiore a quello degli Stati Uniti, un’industria tecnologica e militare molto avanzata e ha anche due potenze nucleari: Francia e Regno Unito. 

Il problema principale quindi, non è la ricchezza di ogni singolo Paese, ma la frammentazione degli Stati europei che hanno popoli con Storia e culture diverse. Oggi in Europa esistono decine di eserciti nazionali, sistemi d’arma diversi e soprattutto priorità strategiche differenti.

Nel lungo periodo, invece, un’Europa politicamente più coesa e bene integrata potrebbe giocarsi della propria difesa convenzionale senza dover, necessariamente, dipendere dagli Stati Uniti.

La vera domanda è se gli europei siano disposti ad aumentare significativamente la spesa militare, ad accettare una maggiore integrazione politica, a creare una Struttura di Comando comune e ad assumersi maggiori responsabilità decisionali nelle crisi internazionali.

Molti analisti e osservatori ritengono che, sommando le capacità militari europee, l’Unione abbia risorse economiche e tecnologiche superiori a quelle della Russia che, però, ha il vantaggio di disporre di un comando unificato e soprattutto di una grande forza nucleare.

Per questo motivo diversi Governi europei stanno aumentando le spese per la Difesa.

Pertanto l’Europa pur avendo le carte in regola per poter essere militarmente autonoma, oggi non lo è, e non potrà esserlo in tempi brevi. Il principale ostacolo non è la mancanza di denari o di tecnologie, ma la mancanza di una comune politica di Difesa europea.

Tornando ai fatti di questi giorni, l’Italia può avere contrasti diplomatici con gli Stati Uniti, come dimostra negli ultimi giorni lo scontro verbale tra il Presidente americano Donald Trump e la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni che ha definito “completamente inventate” alcune affermazioni denigratorie nei suoi confronti da parte di Trump, al quale Meloni ha risposto pubblicamente, sollevando un’ennesima replica di critiche da parte del Presidente americano.

Quando si scatenano liti, apparentemente limitate al leader di uno Stato, entrano in gioco interessi molto più grandi delle tensioni personali, che dovrebbero essere tenute fuori dal confronto diplomatico e politico. Questa bagarre tra Meloni e Trump sui social è fuori luogo e soprattutto non è conforme al protocollo istituzionale che i Rappresentanti di ciascun Paese dovrebbero rigorosamente rispettare.

Si possono e a volte si devono, certamente, discutere, contestare e respingere le accuse e le critiche che vengono mosse a un rappresentante di uno Stato, e trovo legittimo e doveroso rispondere a tono, anche e soprattutto, quando le parole possono indirettamente offendere l’intera nazione.

Credo, però, che il tutto debba restare nel perimetro del confronto istituzionale, evitando di cadere nella trappola di ulteriori polemiche, e per la Comunicazione dovrebbero essere utilizzati solo ed esclusivamente i canali istituzionali e non i profili personali dei social media. 

Ma il recente spettacolo del  “botta e risposta” fra Trump e Meloni, verra’ certamente archiviato quanto prima, dal momento che nella realtà delle relazioni internazionali, sarebbe impensabile una vera rottura diplomatica tra i due Paesi, perché sarebbe molto costosa per entrambe le parti e per questo motivo, possiamo essere certi che, per la gioia dei rispettivi mercati, USA e Italia, manterranno inalterata la reciproca volontà di cooperazione.

Di seguito le ragioni più che evidenti per cui non vi potrà mai essere un’interruzione assoluta delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e gli USA:

1 – tutti e due i Paesi fanno parte della NATO. La sicurezza italiana, quindi, è strettamente collegata alla cooperazione con Washington, e infatti, sul territorio italiano, sono presenti importanti Basi  militari americane. Una rottura seria avrebbe costi elevati per entrambi.  

2 – Gli Stati Uniti sono uno dei principali partner commerciali dell’Italia. Migliaia di aziende italiane esportano nel mercato americano e molte imprese statunitensi investono in Italia. Un conflitto politico prolungato potrebbe danneggiare entrambi i Paesi.

3 – Gli USA restano la principale potenza militare occidentale. L’Italia, pur essendo una delle maggiori economie europee, ha interesse a mantenere rapporti stabili con Washington su dossier come Ucraina, Medio Oriente, energia e sicurezza.

4 – Le dichiarazioni di Trump riguardano soprattutto il rapporto personale e politico con Meloni. Tuttavia, è vero che le relazioni tra Italia e Stati Uniti coinvolgono anche inevitabilmente i due Governi, i rispettivi Ministeri, le Forze Armate, le imprese e gli accordi internazionali che vanno oltre i singoli leader. Anche quando i Capi di Stato e di Governo litigano, i rapporti tra i reciproci Stati devono ovviamente machiavellicamente continuare, come peraltro è già ampiamente accaduto in passato.