Il 2 luglio 2026, lo stesso giorno in cui Roberto Gualtieri annuncia il Piano Caldo, ne abbiamo parlato ieri qui https://www.prpchannel.com/il-piano-caldo-di-roma-la-prima-strategia-italiana-contro-le-ondate-di-calore/, la Giunta Capitolina approva un’altra delibera, meno annunciata ma più concreta per chi vive a Talenti: sblocca 6,5 milioni di euro fermi da vent’anni, destinati a quattro opere pubbliche nel parco che dà il nome al quartiere. Un nuovo impianto natatorio comunale, un centro polifunzionale, la nuova sede del ServiIl Giardini del III Municipio al posto del vecchio centro Ama e la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali su via di Casal Boccone.
Quei soldi non sono del Comune. Nascono dalla convenzione urbanistica del 2001, integrata nel 2010, che imponeva al costruttore privato di finanziare il parco, 44 ettari per 6,15 milioni di euro, e le opere di urbanizzazione, altri 40 milioni circa, entrambi a carico del soggetto privato come compensazione edilizia. «Con questa delibera aggiorniamo le opere pubbliche di Parco Talenti alle esigenze r del territorio», ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Veloccia (Roma Capitale, luglio 2026). La strada fin qui è stata lenta ma non ferma, ad aprile il Municipio aveva già inaugurato tre nuove aree gioco e sessanta orti urbani, dopo aver completato oltre 10 milioni di euro di opere tra centro anziani e uffici del parco, più un sottopasso. Restano da collaudare il 12,5% delle opere primarie e il 16% delle secondarie.
Tra le quattro opere, è la piscina a sollevare la domanda più concreta, sarà a ingresso libero o a pagamento? Nessuna fonte ufficiale lo ha ancora chiarito. Il precedente del quartiere non rassicura: l’unico altro impianto natatorio pubblico della zona, il Maximo Wellness di via Casal Boccone, è di proprietà di Roma Capitale, ma dal 2014 è dato in concessione a un’associazione sportiva privata, con tariffe a carico dell’utente. Se la nuova piscina seguisse lo stesso modello, il rifugio climatico più concreto che il quartiere si appresta a costruire rischierebbe di non essere gratuito proprio nei giorni in cui servirebbe di più.
Il mercato rionale di via Grazia Deledda riceve un terzo intervento, indipendente dagli altri due: 166mila euro tra fondi della Regione Lazio e mutuo del Comune per abbattere le barriere architettoniche e installare nuovi sistemi ombreggianti pensati esplicitamente contro il caldo estivo. È l’unico dei tre cantieri che nomina già il problema, ma lo fa per conto proprio, senza alcun collegamento dichiarato con il Piano Caldo annunciato nello stesso periodo. A pochi passi, l’incrocio tra via Nomentana e via del Casale di San Basilio, uno dei 175 “black point” della città, ha acceso nel settembre 2025 una protesta di quasi milleduecento persone, con uno striscione davanti al mercato che diceva «con la nuova viabilità il mercato muore». Il Comune ha corretto il progetto a ottobre, ma a gennaio 2026 restavano ancora nodi aperti sull’uscita del mercato e sui parcheggi.
Roma ha un piano contro il caldo, quattro pilastri dichiarati e cinquanta milioni per sostenerli. A Talenti, nello stesso quartiere, si sta già decidendo se una piscina sarà gratuita, se il centro polifunzionale avrà ombra o resterà solo cemento. Il mercato, intanto, l’ombra se l’è già presa da solo, con fondi regionali che non citano il piano, ma non si sa ancora se basterà a tenerlo in piedi sull’incrocio rifatto due volte. Nessuna di queste risposte passa oggi dal piano appena annunciato, e forse è proprio questo il punto, un piano nato per il caldo che non tocca ancora nulla di ciò che, nello stesso quartiere, si sta decidendo sul caldo. Non ha ancora, in ogni cantiere del suo territorio, un criterio contro il clima che verrà, non solo il caldo, ma anche la pioggia che allaga e il vento che sradica.
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