Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Quali tecnologie saranno decisive per la competitività europea nel prossimo decennio? E dove dovrebbe investire l’Unione con il Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034?


A queste domande ho provato a rispondere unitamente ad gruppo di esperti europei, nello studio promosso appena pubblicato dalla DG_CNECT della European Commission, dedicato alle capacità digitali critiche dell’Unione: oltre 250 pagine di analisi, benchmark internazionali e approfondimenti verticali su intelligenza_artificiale, cybersecurity, cloud_edge, dati, High_Performance_Computing, quantum, microelettronica, blockchain e interoperabilità.

Come tutte le opportunità di questo genere, la sensazione di vivere esperienze cariche di responsabilità civica. Si, perchè quando le proprie competenze entrano nel processo pubblico di questa portata, il tempo dedicato alla ricerca smette di essere un fatto professionale e diventa un contributo, piccolo, ma concreto, alla costruzione di un’Europa tecnologicamente più forte e più autonoma.
Il tempismo non è un dettaglio.

La pubblicazione arriva nelle stesse ore in cui l’Unione europea ha approvato il pacchetto Omnibus, che tocca anche l’attuazione dell’AI Act. Qualcuno vi leggerà un allentamento della regolazione, io credo che il messaggio sia un altro, e lo studio lo rende evidente.

L’Europa non sta arretrando su principi come responsabilità, trasparenza, tutela dei diritti che hanno reso l’AI Act un riferimento mondiale. Sta piuttosto riconoscendo che quei principi, da soli, non bastano perchè la competitività richiede capacità di investimento, infrastrutture, competenze, interoperabilità e soprattutto velocità nel trasformare la ricerca in applicazioni reali. Vanno create le condizioni perché venga adottata efficacemente in tutta l’economia europea e regole e capacità non sono alternative, sono le due gambe della stessa strategia.

Il rapporto è pubblico, e ne consiglio la lettura a chiunque voglia capire, al di là degli slogan, quali tecnologie e quali priorità orienteranno gli #investimenti_europei dei prossimi dieci anni. È uno dei più significativi esercizi di analisi strategica realizzati dalla Commissione in vista delle future politiche digitali, e merita di entrare nel dibattito pubblico, non solo in quello degli addetti ai lavori.

Da parte mia, continuerò a mettere esperienza e ricerca al servizio di un’Europa capace di tenere insieme innovazione, competitività e responsabilità. È l’impegno che ho assunto con questo lavoro, e che considero tutt’altro che concluso.

Per leggere il rapporto: https://lnkd.in/dx8EDNmc

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Dottoressa Valeria Lazzaroli

Valeria Lazzaroli è Presidente dell’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (ENIA) e Chief AI & Risk Officer di ARISK®, spin-off deeptech del Politecnico di Torino specializzato in AI per il Risk Management. Economista, psicologa del lavoro e sociologa dell’innovazione.