Padre Paolo Benanti, francescano, teologo esperto di etica delle tecnologie e a Capo della Commissione per l’Intelligenza Artificiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, unitamente al Presidente Michele Corradino e al comunicatore Pier Domenico Garrone, sono intervenuti nell’incontro promotore di un passaggio dalle iniziative isolate a un’azione cogente per conferire una più forte identità di cultura italiana allo studio dell’IA.
I tre massimi esperti si sono confrontati sul rapporto di ricerca «Potere e Intelligenza Artificiale».
Padre Paolo Benanti, nei suoi interventi più recenti ha spesso insistito sulla natura non solo tecnologica, ma antropologica, culturale e sociale della trasformazione portata dall’intelligenza artificiale, e ha sottolineato la necessità di presidiare i luoghi decisionali per difendere la giustizia sociale e la dignità della persona, piuttosto che restarne ai margini.
Michele Corradino, Presidente di una Sezione del Consiglio di Stato, ha approfondito il tema dell’IA nella Pubblica Amministrazione partendo dalla distinzione tra l’algoritmo tradizionale e quello che si inserisce in un contesto di intelligenza artificiale, e sottolineando come da questa distinzione discendano situazioni giuridiche, rischi ed esigenze di tutela profondamente diversi.
In un secondo intervento ha, inoltre, richiamato l’attenzione sul dibattito internazionale concernente il passaggio da una lettura astratta dell’IA, concentrata sui modelli linguistici, a una lettura che ne riconosce la componente materiale, energetica e territoriale.
Pier Domenico Garrone, comunicatore e ideatore dell’Indice di Forza Reputazionale (IFR), curatore dal 2024 insieme a Michele Corradino della ricerca dal titolo «Potere & Intelligenza Artificiale», presentata annualmente al Festival Internazionale dell’Economia di Trento, sono stati tra i primi, nel panorama italiano, a rilevare l’impatto della crescita dei prezzi dell’intelligenza artificiale sulla vita democratica e delle persone, un tema oggi al centro dell’ultimo capitolo dello studio, dedicato al modo in cui la credibilità si sta trasformando in un valore economico tangibile.
Dal confronto tra i tre illustri esperti è maturata la decisione di superare la fase delle iniziative isolate — le «briciole» di un’attenzione ancora frammentaria, per avviare un’azione cogente, capace di dare una forte identità di cultura italiana allo studio dell’intelligenza artificiale.
Lo scambio delle rispettive ricerche indipendenti diventa cosìJ un framework in aggiornamento costante, aperto al confronto, orientato a produrre pareri utili alle Istituzioni e al sistema sociale.
Antonio Capano – Ufficio Comunicazione
