Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Nella vigilia della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, ieri sera Monsignore Gianfranco Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia, ha rivolto un intenso messaggio spirituale a tutta la famiglia castrense, unendo il saluto ai militari impegnati nei teatri operativi e nelle caserme più isolate a una riflessione profonda sul valore della pace. Lo ha fatto nell’ambito di una celebrazione nella parrocchia di Santa Maria Maddalena a La Maddalena (OT) alla quale ha preso parte il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, i giovani corsisti della Scuola Sottufficiali della Marina e i rappresentanti delle altre Forze Armate.

Monsignor Saba ha indicato nella via dell’ascolto della Parola di Dio il riferimento più profondo: “È proprio dall’ascolto, ha sottolineato, che nasce la capacità di andare oltre l’immediatezza, di mettersi in discussione, di riflettere e di scoprire valori più alti. Una disposizione che, nel mondo della Difesa, assume un significato particolare: l’ascolto non è sottomissione, ma apertura interiore, disciplina del cuore e disponibilità a intravedere ciò che non appare subito”.

Nel cuore dell’Omelia, l’Ordinario Militare ha posto con forza l’accento sul tema della pace. Richiamando la vittoria donata da Cristo, ha invitato a spendere le proprie energie per ciò che non passerà mai. Tra questi valori, ha affermato, vi è anzitutto “il valore della pace, della fraternità universale e – come ci ricorda il Santo Padre, Papa Leone XIV, il raggiungimento di una pace giusta e duratura… che non nasce da automatismi né da soluzioni magiche, ma chiede dedizione, lavoro quotidiano ed esercizio perseverante”.

La pace, nella prospettiva indicata da Monsignor Saba, non è dunque un semplice auspicio, ma una responsabilità spirituale e concreta. Essa domanda uomini e donne capaci di servire, di custodire i più fragili, di orientare il proprio compito verso il bene comune. È qui che la missione del militare viene riletta alla luce del Vangelo: non come esaltazione della forza, ma come servizio alla sicurezza dei deboli e dei popoli.

“Una delle più belle definizioni che il Concilio Vaticano II ha riservato a coloro che prestano il servizio alla Patria, – ha ricordato Monsignor Saba – è quella che descrive i militari come ministri della libertà e della giustizia tra i popoli”. Così l’Ordinario ha affidato agli uomini e alle donne della Difesa, dai vertici alle nuove generazioni in formazione, il compito di vivere il servizio come partecipazione responsabile alla costruzione della pace.

La celebrazione ha assunto anche il tono della preghiera d’intercessione, affidando a Maria il servizio dei capi, delle autorità chiamate a decisioni difficili, dei singoli militari, degli allievi, degli studenti e del personale civile, chiedendo che tutti possano essere “compatti e dediti” nel servire la civiltà dell’amore.

Particolarmente intenso il pensiero rivolto ai teatri delle missioni operative e ai luoghi segnati da conflitti aperti. Da La Maddalena, nella chiesa di Santa Maria Maddalena, Mons. Saba ha voluto idealmente raccogliere e presentare a Maria “il grido dei bambini, dei fragili, delle donne, delle persone inermi” e di quanti vengono ingiustamente sopraffatti. È in questo sguardo rivolto alle vittime della violenza che il messaggio dell’Assunta si fa più urgente: la pace non è lontana dall’esperienza spirituale, ma nasce da cuori educati all’ascolto, da comunità capace di camminare insieme, da servitori del bene comune che scelgono ogni giorno la fraternità al posto della sopraffazione.