Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Il free flow è un sistema di pagamento del pedaggio autostradale in grado di eliminare le consuete barriere e che consente ai veicoli di attraversare i punti di rilevazione senza effettuare la sosta. Non ci sarà più il tradizionale casello,  ma ci sono portali installati sulla carreggiata che identificano il mezzo e registrano il suo passaggio. L’importo viene calcolato sulla base della percorrenza e delle caratteristiche del veicolo. L’obiettivo è rendere più scorrevole il traffico, eliminando le code e le frenate e ripartenze tipiche delle stazioni di pagamento.

E’ già attivo in Italia

Il free flow è già in funzione sulla A36, ma il sistema senza caselli è utilizzato anche sulla tangenziale di Como, sulla A60, la tangenziale di Varese) e sulla A33 la Asti-Cuneo. Dal 1° marzo 2026 il free flow, inoltre, e’ in funzione sul raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari con dieci portali distribuiti lungo il percorso.

Come avviene il riconoscimento dell’autovettura

Il passaggio viene registrato automaticamente quando il veicolo attraversa il portale perché il sistema è in grado di identificare l’auto attraverso l’apparato di bordo del telepedaggio oppure attraverso la targa acquisita dalle telecamere. 

In questo modo il concessionario può associare il transito al veicolo, determinare la categoria a cui appartiene e calcolare il pedaggio dovuto. Non non ci sarà più, pertanto la necessità di  scegliere è incolonnarsi in una corsia, e conseguentemente rallentare: si passa sotto il portale e si prosegue normalmente.

Per chi possiede un dispositivo di telepedaggio cambia poco rispetto al funzionamento tradizionale. Il sistema rileva l’apparato di bordo e il costo del transito viene addebitato automaticamente secondo le condizioni del contratto sottoscritto con il proprio operatore. Sono abilitati al free flow diversi servizi di telepedaggio.

Come può pagare chi non possiede il Telepass?

Chi viaggia senza un dispositivo  di telepedaggio non deve fermarsi da qualche parte per pagare perché il passaggio viene registrato e il pedaggio deve essere saldato successivamente attraverso i canali messi a disposizione dal concessionario: in alcuni casi sono disponibili anche punti fisici per il pagamento e i transiti possono diventare visibili entro le 24 ore successive al passaggio, come accade già sulla A33.

“Free flow” non significa autostrada gratis

L’assenza delle barriere può creare un equivoco soprattutto per chi attraversa per la prima volta una tratta gestita in free flow. Il viaggio continua senza fermate, ma il pedaggio va comunque pagato. 

Il sistema cambia il momento e il modo in cui viene riscosso, non l’obbligo di pagarlo. Per chi ha il telepedaggio l’addebito avviene automaticamente; per tutti gli altri bisogna invece controllare i transiti e provvedere al pagamento entro il termine stabilito.

Quanto tempo c’è per pagare

La regola da tenere a mente è quella di non superare i 15 giorni dal transito e l’automobilista deve ricordarsi di verificare i transiti e saldarli entro il termine previsto.

Che cosa succede se non si paga

Se non si paga entro i 15 giorni, il concessionario può avviare la procedura di recupero del credito e aggiungere gli oneri amministrativi previsti. Ad esempio, viene inviato un sollecito con l’importo del pedaggio e i costi di accertamento; se la posizione resta insoluta, il recupero può proseguire. Il mancato pagamento comporta inoltre una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente, secondo quanto previsto dal Codice della strada.

Dove si paga 

Le modalità cambiano a seconda della Società concessionaria. Sì può pagare tramite i servizi automatici, il sito e l’app dedicati e altri canali indicati dal gestore. Prima di effettuare il pagamento è quindi fondamentale verificare quale concessionario gestisce la tratta percorsa e utilizzare esclusivamente i suoi canali ufficiali.

Attenzione alle truffe via SMS

Il passaggio al pagamento digitale rende ancora più importante controllare da dove arrivano le eventuali richieste di pagamento. Un SMS, una mail o un messaggio WhatsApp che invita a cliccare su un link per saldare un presunto pedaggio può essere un tentativo di phishing. La strada più sicura è non utilizzare i collegamenti contenuti nei messaggi inattesi e verificare direttamente la propria posizione entrando nel sito o nell’app ufficiale del concessionario.

Immagine di copertina realizzata con AI