Approfondiamo i fatti di oggi per comprendere meglio quelli che accadranno in futuro, perchè ciò che accadrà non nascerà all’improvviso

Nei giorni scorsi è stata inizialmente diffusa e titolata da diverse importanti Testate giornalistiche nazionali, dalle Agenzie di stampa e e dai Telegiornali nazionali, la notizia secondo la quale il Generale Roberto Vannaci sarebbe stato indagato con l’ipotesi di reato di ricostituzione del Partito Fascista che si sarebbe celato dietro il nome di Futuro Nazionale. La notizia, però, è stata rettificata e smentita ufficialmente dalla Procura Militare.

Da dove è nato l’errore?

L’imprecisione dei media è probabilmente nata dalla sovrapposizione di due esposti differenti:

  1. Un esposto presentato dal Sindacato dei Militari alla Procura Ordinaria, in cui si contestava effettivamente la violazione della legge Scelba (ricostituzione del partito fascista) all’interno del programma politico.
  2. Lo stesso esposto è stato inviato alla Procura Militare, la quale però ha aperto il fascicolo esclusivamente per verificare la compatibilità della presenza di militari attivi dentro il movimento politico, rigettando e smentendo fin da subito l’ipotesi di reato di apologia o ricostituzione del fascismo.

Ieri c’è stato il commento del Ministro della Difesa Guido Crosetto sul profilo “X” che riportiamo in originale:

Sono e rimango garantista. E proprio per questo trovo profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare, che la stessa Procura dice di aver disposto per verificare se vi siano fatti di propria competenza e senza procedere, allo stato, ad alcuna iscrizione nel registro delle notizie di reato, in una “indagine” per ricostituzione del partito fascista. Ancora più grave è attribuire alla Procura un’ipotesi che non risulta né dal suo comunicato né dall’esposto presentato alla Procura Militare.

Non difendo Vannacci. Difendo un principio che vale per tutti: le persone non possono essere condannate sui giornali, o sui media in generale, prima ancora che esista un’indagine, e un’ipotesi contenuta in un titolo non può diventare, per effetto della sua ripetizione, un fatto giudiziario.

Sono disgustato da questo modo di fare informazione, che troppo spesso confonde esposti, accertamenti, indagini e responsabilità personali, alimentando processi mediatici prima ancora che esista un processo. È un metodo barbaro che ho sempre  considerato inaccettabile. E lo è indipendentemente da chi ne sia vittima.

Perché il garantismo, se vale soltanto quando fa comodo, non è garantismo.

L’immagine e la grafica di copertina sono realizzate con l’AI.