Come si legge nel sito dell’Ordinariato Militare, rientrerà oggi il Vescovo castrense, Monsignor Gian Franco Saba, dalla visita pastorale svoltasi da ieri in Libano, dove ha incontrato i militari italiani impegnati nella missione Unifil.
Momento centrale della visita è stata la solenne Celebrazione Eucaristica nella chiesa della base “Millevoi” di Shama, dedicata a Maria Decor Carmeli e a San Giovanni XXIII Papa, durante la quale l’Ordinario Militare ha amministrato il Sacramento della Cresima a dodici militari italiani. Hanno concelebrato don Giovanni Tanca, segretario particolare di monsignor Saba, e don Ciprian Farcas, cappellano militare del Contingente.
Nel suo indirizzo di saluto, don Farcas ha evidenziato come, nei momenti più difficili della missione, i militari abbiano sperimentato concretamente la presenza di Dio, manifestatasi come «una mano che ci sosteneva, una Provvidenza che ci precedeva e una speranza che non ci ha mai abbandonato».
Durante l’omelia, monsignor Saba ha richiamato il valore del servizio svolto dai militari italiani quale autentico impegno per la pace. «Quel servizio che voi svolgete qui come custodi della libertà, promotori della cooperazione e costruttori di pace – ha affermato – ha bisogno di cuori, di menti e di operazioni volte a costruire la pace. Papa Leone XIV ci ha ricordato che la pace è frutto dell’impegno, del servizio e della donazione. Non può nascere senza applicazione e dedizione, soprattutto laddove il conflitto emerge».
L’arcivescovo ha quindi sottolineato come la presenza dei militari sia finalizzata a favorire il passaggio «dal conflitto alla pace», «dalle contrapposizioni al dialogo» e «dalla tentazione della vendetta reciproca ad accordi che conducano anche al perdono», ribadendo che «la pace ha bisogno di risanare situazioni malate».
Rivolgendosi ai cresimandi, il presule ha poi ricordato il ruolo dello Spirito Santo nella vita del cristiano: «Lo Spirito Santo è un balsamo che vi dona l’energia, la forza interiore per riprendervi ogni qualvolta sopraggiunge la stanchezza, quando nella vita cristiana ci sentiamo affaticati e nella nostra vita umana non avvertiamo più conforto né energie».
In conclusione, monsignor Saba ha rivolto ai militari un augurio: «Il Signore possa tenervi sempre solidi e forti, per fare da ombra e custodire i luoghi dove il sole del male, il sole della guerra, molte volte porta morte e distruzione».
All’arrivo nella base “Millevoi”, il vescovo castrense era stato accolto dal generale di divisione Diodato Abagnara, capo missione e comandante delle forze Unifil, e dal generale di brigata Andrea Fraticelli, comandante del contingente italiano e del Settore Ovest della missione, attualmente affidato alla Brigata “Sassari”.
Nel corso dell’incontro, monsignor Saba ha affrontato con i vertici militari i principali temi che caratterizzano l’impegno della forza multinazionale delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, tornando più volte sul valore della pace attraverso le parole di Papa Leone XIV: «Il Signore ci ha dato intelligenza e volontà per risolvere i conflitti tra gli esseri umani».
L’arcivescovo ha infine spiegato il significato della sua presenza tra i militari: «Ho desiderato fortemente questa mia presenza tra voi non come un semplice adempimento istituzionale, ma come un bisogno del cuore attraverso il quale esprimere prossimità, offrire ascolto e vivere l’incontro, per condividere la vostra missione, mettermi in ascolto delle vostre fatiche, del vostro orgoglio e della vostra dedizione, riconoscendo in ciascuno di voi non solo un professionista con le stellette, ma un costruttore di pace».
